Giorno 2: la festa continua!!

Frascati 2016.

Secondo giorno.

Effusioni del Sangue di Cristo. Terza effusione: la flagellazione di Gesù.

La pastorale giovanile ha invitato come Special Gest per trattare una così delicata effusione Monica, moglie di Roberto Mancini, poliziotto romano fortemente attivo dal ’93 nella lotta contro lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici.

Scoperte scottanti nell’ agro campano che hanno eccessivamente dato fastidio al popolo italiano. Materiale pungente che andava e ancora va a scomodare troppe poltrone piazzate con pali di cemento a questa nostra terra italiana. Un grido sotterrato per anni da cumuli di terreno infertilito, sotto il cibo che ha toccato le nostre tavole tutti i giorni, sotto corpi lacerati da malattie letali.

Roberto, testardo e determinato, amante profondo della vita in tutte le sue belle forme, non ha smesso di lottare concretamente a favore della Verità. Quella Verità infangata, derisa, nascosta dai poteri ricchi che hanno provocato la morte di centinaia di persone, di bambini. Ha avuto al suo fianco una meravigliosa anima gemella, Monica, che con la sua forte  storia, da polacca attiva nelle guerre civili della sua infanzia. Ha sposato di Roberto ogni cosa, anche la sua missione. Oggi continua a combattere per noi,  popolo italiano addormentato, con una forza propulsiva, decisa.. e stupisce e meraviglia la decisione di una donna che non avrebbe nulla da spartire con questo popolo, eppure lotta perché  i cechi  riabbiano la vista. La storia di un uomo conosciuto grazie alla serie televisiva “Io non mi arrendo” di Beppe Fiorello,  si rivela essere la storia di una coppia, una famiglia che insieme hanno camminato, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia. E forse non sarebbero riusciti ad arrivare doce oggi sono se l’uno non avesse incontrato l’altra, non avrebbero avuto la costanza che sa donare l’amore. Flagellato da un mondo sporco, in delirio, insanguinato dal tumore contro il quale combatteva per ognuno, Roberto ha avuto la forza dallo sguardo della donna a lui donata e di una figlia, donata come luce sul suo cammino… e ci resta impresso il richiamo rivolto a un amico: non è finito niente.. non ti amalgamare!!! 

Sulla scia di Monica, inconsapevolmente, don Francesco Montenegro cardinale di Agrigento, legge la flagellazione di Cristo raccontandoci  degli immigrati.. quanto Cristo ancora oggi viene flagellato e le sue vesti strappate da quella pelle lacerata da frustate inclementi. Quante volte oggi noi lo flagelliamo credendo alle false voci di media che tentano di mostrarci lo straniero come nemico, pericoloso e approfittatore e per questo perdiamo l’opportunità che un dolore grande come la guerra può invece donarci. La possibilità di arricchire il mio spirito, la mia anima entrando in contatto con lo spirito e l’anima, e quindi con tutto l’humus etnico che lo abita, dei fratelli e delle sorelle che arrivano sulla nostra terra insanguinata. E come potremmo vivere in modo pieno il vero Spirito di san Gaspare, nostro fondatore, correndo per le vie delle periferie umane… 

Ma per poter correre come Gaspare c’è necessità di riconoscere la natura malata che il peccato ci attaccato addosso e permettere alla grazia divina di guarire il male latente che ci schiavizza. La liturgia penitenziale del pomeriggio arriva ad aprire gli occhi. Tutta volta a toccare la quarta effusione, la coronazione di spine di Gesù, ha messi in evidenza la differenza tra l’immagine del re secondo questo mondo e il vero Re. Il primo accolto in vesti maestose, tra stoffe lussuose e pietre preziose, tra gli onori falsi e le glorie dettate dalle richieste di benevolenza, da poveri che talvolta lo acclamano solo per potersi riempire la pancia. Ed il povero non è solo quello materiale ma anche quello d’animo che non conosce più il vero senso della sua vita. Ed il re non è certo solo quello di Inghilterra ma ogni persona o cosa che intronizziamo su quel trono che spetterebbe all’altro vero Re. Lui è il Cristo, che non si vanta della gloria ricevuta, che d’altronde non gli viene nemmeno riconosciuta. Lui non è un re indifferente alla sofferenza dei suoi figli che non sono sudditi ma amici. Lui è il Vero Re che ristabilisce la dignità di quanti l’hanno perduta o addirittura mai conosciuta. È il re che non teme il volo dei suoi figli ma lo ispira. È Dio e non può non essere Amore divino.. liberati dalle grinfie del peccato paralizzante, da pazienti bisognosi di cure Dio Padre ci abilità a medici spirituali d’amore. Con questo primo carico d’amore ci lasciamo abbracciare dall’amore di Dio per tutto quanto ancora sta progettando per noi.

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