ReginaLA REGINA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE

San Gaspare non parla mai ex professo del significato spirituale della«sua Madonna» nè nelle lettere nè nelle prediche. Nei regolamenti dei Missionari del Preziosissimo Sangue si dà una descrizione del quadro e del suo significato nella Prassi dell’art. 6 della Regola approvata nel 1841 nei seguenti termini:
«… E’ anche consuetudine della Congregazione che nelle nostre chiese ci sia un altare nel quale si mostri alla venerazione dei fedeli l’immagine della Beata Maria Vergine che porta in braccio Gesù Bambino, il quale tiene nella mano destra il calice del suo Sangue prezioso in atteggiamento di mostrarlo alla Madre. La stessa Beata Vergine invita i peccatori a servirsi di quel farmaco divino, preparato per gli uomini con amore tanto pressante per cancellare i loro peccati e rivestirli di virtù. 
Il Venerabile Fondatore ha stabilito che i nostri sacerdoti si servano della medesima immagine nelle missioni…». 
Dunque, secondo questa spiegazione, il Bambino Gesù presenta a sua Madre il calice del Sangue eucaristico e la Madre invita i peccatori a «servirsi di quel farmaco divino», non solo perchè siano purificati dai loro peccati, ma anche perchè si rivestano di tutte le virtù.

Un’altra interessante descrizione-interpretazione del quadro della Madonna di San Gaspare ci è data nella deposizione di S. Vincenzo Pallotti (1795-1850) ai processi canonici di San Gaspare. Parlando della devozione mariana di San Gaspare, in riguardo a questa immagine della Madonna del Preziosissimo Sangue il Pallotti afferma:

«La stessa fede operosa verso la gran Madre di Dio sull’esempio ancora degli altri santi missionari l’ha indotto ad ordinare nei regolamenti delle sante missioni che in tutte le missioni si faccia al popolo la predica della Madonna, eccitando anche la devozione colla vista di una sacra e devota immagine di Maria, onde è che per la stessa fede lo riconosco distintamente promotore di quella sacra immagine di Maria che sogliono portare i suoi Missionari in missione. È tale la indicata immagine che credo che possa nominarsi una tal quale espressione della fede del Servo di Dio in Maria Santissima e nella virtù infinita del Sangue preziosissimo del di lei divino Figliolo Gesù, poichè si vede nel quadro che la rappresenta in atto amorevole da eccitare i cuori a devozione. Dico si vede l’immagine della nostra cara Madre Maria tenente alla destra il Bambino Gesù. che mostra per un calice effigiato nella sua destra di essere mosso dalle preghiere di Maria ad offrire all’eterno suo Divin Padre il suo Sangue preziosissimo per ottenere l’abbondanza delle divine misericordie a favore di noi miserabili peccatori.

Nel promuovere il pio uso di una tale sacra immagine non so ponderare compitamente quale sia stato il vigoroso esercizio della fede nel Servo di Dio, perchè non è a mia cognizione tutto ciò che ha fatto e tutte le fatiche che ha dovuto sostenere per la propagazione di una tale immagine, che è come la immagine che forma il distintivo dell’Istituto. Posso dire però di avere conosciuto il Servo di Dio così amorosamente (mi sia lecito dirlo) appassionato, che credo che l’avrebbe voluta promuovere in tutti i luoghi della terra e che sarebbe stato di sua grande consolazione, se avesse veduto tutti impegnati a promuovere l’uso di detta immagine». 

Dunque, secondo questa interpretazione, il Bambino, mosso dalle preghiere di Maria, offre all’eterno Padre il suo Sangue Preziosissimo per ottenere l’abbondanza delle divine misericordie a favore dei peccatori.

In qualche testimonianza si afferma che questo quadro fu donato a S. Gaspare da Pio VII, quando lo incaricò di predicare le missioni nello Stato Pontificio. Infatti, sul retro del dipinto della Madonna del Preziosissimo Sangue, rifoderato alla fine del sec. XIX e conservato attualmente nel Museo delle reliquie di S. Gaspare in Albano Laziale, è incollato un cartiglio con questa scritta: «Memoria. Per testimonianza dei Missionari anziani, e nominatamente del R.mo D. Giacinto Petroni, che lo ritirò dalla “Sora Gigia”, e del R.mo D.Nicola Pagliuca, il presente Auxilium Christianorum, Immagine usata nelle Sante Missioni dal Ven. Gaspare Del Bufalo… é il quadro originale. Fratel Adeodato De Filippis afferma di aver sempre inteso dire che questa immagine fu data da Pio VII al nostro Venerabile. Giuseppe Schaeper, Missionario. Roma 16 settembre 1898». 
Che il quadro della Madonna Auxilium Christianorum conservato nel Museo di Albano Laziale sia quello originale che S. Gaspare portava nelle sue missioni, non c’è alcun dubbio; ma che questa immagine sia quella datagli da Pio VII secondo la testimonianza del De Filippis, per quanto ho cercato, non ho trovato nessuna conferma nei processi canonici di S. Gaspare. Vi è solo una testimonianza del Merlini circa il dono di un’immagine della Madonna a S. Gaspare da parte di Pio VII, ma non riguarda il nostro caso. Egli afferma: «E’ cosa nota notissima a tutti che, restituita la pace nella Chiesa, il Servo di Dio si occupò non solo nel ministero delle sante missioni, perle quali si sentiva dei forti stimoli, ma anche in altre linee di predicazione. E debbo avvertire che egli voleva farsi gesuita. Secondo che ho inteso da lui medesimo, s’immaginava di potere eseguire i suoi santi desideri nella Compagnia di Gesù. Avvenne però che in quei primi tempi Pio VII, di santa memoria, amasse di far dare le sante missioni nelle principali città dello Stato col servirsi degli ecclesiastici. Chiamato fra gli altri anche il Servo di Dio, questi si presentò a Sua Santità . Perchè, come mi disse un giorno, non era assuefatto a presentarsi, stando ai piedi di lui, mentre gli parlava delle sante missioni, si trovò smarrito e non seppe altro rispondere se non che: “Bene, bene, Beatissimo Padre, farò ciò che vuole”. Mi raccontò, inoltre, il Servo di Dio che, quando Pio VII mandò i missionari a Benevento, fra i quali c’era anche lui, il Papa graziosamente disse loro: “Quando sarete a Benevento, non dite: Madonna mia, ma Madonna mea”, e di più mi aggiunse che ebbero da lui in regalo un rame della Beatissima Vergine. Io ho veduto che lo teneva con cornice nella sua camera in Roma e mi fu da lui stesso indicato».
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