LI SCELSE PER STARE

IL CAMMINO FORMATIVO NEL SEMINARIO CPPS

…cos’è il Seminario se non il tempo e il luogo dove si ripropone il cammino che Gesù fece con e per i suoi apostoli? Sì, è proprio così: dopo che il Signore, il Maestro chiama i suoi, non li rimanda a casa o nel loro fare quotidiano, ma “se li porta appresso” perché nello stare con Lui imparino cosa significa incarnarsi nelle vicende di Dio che ama e quindi chiama. “Li scelse perché stessero con lui, per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni” (Mc 3,14b-15).

Stare con Lui: questo è il filo rosso che collega ogni attività, ogni espressione, la presenza stessa di giovani in Seminario. Stare con Lui è il leit motiv del cammino che si intraprende verso il sacerdozio perché da Lui ci si formi non tanto (e non solo… e non prima di tutto) come ottimi uomini di spirito, ma come uomini capaci, passo dopo passo, di relazioni mature, di coerenza e lealtà di vita, di amore per la verità e la giustizia, di vivere nel mondo (sensibili ai disagi dell’umanità, alle sofferenze degli ultimi, alle paure e alle solitudini così ordinarie…) ma di non essere del mondo.

A cosa è chiamato il seminarista? Essenzialmente a porsi in un cammino di:

formazione umana: è ciò a cui già si accennava. Bisogna essere uomini prima di essere sacerdoti e missionari! Per vivere tale maturazione, concretamente al gruppo in cammino sono anzitutto offerte possibilità di confronto con la figura del rettore, che guida la comunità e ne orienta le tappe formative; inoltre, il cammino formativo prevede degli incontri con esperti in psicologia per realizzare un confronto interno al gruppo, nella fiducia dell’incontro con gli altri, palestra delle relazioni. Non si può tralasciare l’“iniziazione” a vivere la carità con i più bisognosi attraverso la proposta di attività come la pastorale sanitaria e l’assistenza ai senza tetto;

formazione spirituale: è il cammino interiore del singolo e della comunità in una sempre maggiore intimità con Gesù, che chiama per essere raggio della sua presenza amorosa e suo strumento di salvezza. Ai giovani in cammino è affiancata la figura del padre spirituale, sacerdote che orienta il singolo e il gruppo ad una maturazione in tale filone formativo. Nel programma del Seminario, la messa quotidiana e la preghiera della liturgia delle ore (lodi e vespri comunitari), l’adorazione eucaristica e la lectio divina settimanale, i ritiri mensili e gli esercizi spirituali annuali alimentano tale branchia del cammino verso il sacerdozio ma – prima di tutto – di crescita cristiana ordinaria;

formazione intellettuale: è il percorso che conduce ad una sempre più profonda conoscenza di Dio strutturato essenzialmente in un biennio di studio filosofico ed un triennio teologico a cui segue, dopo un anno di esperienza pastorale, la specializzazione in un settore della teologia della durata di minimo due anni. Ma formazione intellettuale non è fermarsi al necessario (cioè filosofia e teologia): accanto a ciò, è importante non trascurare altre aree culturali, come l’arte, la musica, la conoscenza del territorio e così via. Non è quindi routine l’acquisto giornaliero del giornale o l’abbonamento a diverse riviste: sono strumenti per progredire in tale area formativa;

formazione comunitaria: è questa un’area formativa peculiare in quanto il nostro è Seminario di una Società di Vita apostolica. La crescita nella conoscenza della storia  della Congregazione, dei suoi Statuti e della Ratio formationis trova come strumento gli incontri settimanali proposti dal rettore del Seminario. Di per sé, la stessa vita comunitaria è occasione di formazione verso una maggiore capacità di relazioni mature e leali non finalizzate a se medesime, bensì all’attività apostolica – secondo quanto è proprio della nostra Congregazione.

Formazione pastorale: è senz’altro il campo che consente al candidato al sacerdozio di vedere i frutti del proprio cammino in tutte le altre aree ed anche di iniziarsi a quella che, a suo tempo, sarà l’ordinarietà della sua scelta di vita. Alla luce di quelle che sono la spiritualità e il carisma della Congregazione CPPS, sono offerte occasioni pastorali durante l’anno come missioni popolari e animazioni o anche il settimanale impegno nelle parrocchie affidate ai Missionari; oltre a ciò, a tutti i seminaristi è chiesta la propria testimonianza vocazionale nelle diverse comunità nella giornata liturgica di Cristo Re (per noi Giornata del Seminario), la presenza nelle comunità durante la Settimana Santa e la collaborazione nelle attività del Centro di Pastorale Giovanile e Vocazionale della Provincia (anche durante l’estate nei campi-scuola e negli esercizi spirituali);

Porsi dietro a Cristo è davvero lasciarsi travolgere la vita! Quando si vive il tempo e il luogo del Seminario, allora ti accorgi – alla luce di quanto appena esposto – che nulla rimane estraneo alla presenza di Gesù nella tua vita. Ogni cosa, dagli affetti allo studio, dalla cura della propria fede alla pastorale, da una partita di pallone ad una discussione fraterna… ogni cosa pian piano respira di Dio. Senza questo stare – che non è solo “mistico” ma concreto ed ordinario – non si può certo diventare testimoni reali di un Dio che, per amore, ha voluto stare non qualche ora o qualche mese ma per sempre in mezzo a noi! Proprio questo stare invece abilita ad essere ancora per il mondo quelle misere fontane perché nel mondo ci sia sempre meno sete di Dio!

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