La Chiesa era precedentemente denominata Santa Maria in Xenodochio o più semplicemente in synodo, nome che fu mantenuto fino al XV secolo, quando venne gradualmente sostituito da quello di Santa Maria in Trivio.

Parrocchia nel 1535, fu soppressa e ripristinata diverse volte per poi essere definitivamente soppressa da Leone XII nel 1825.

Nel 1571 fu affidata all’ordine dei Crociferi, che tra il 1573 e il 1575 la fecero ricostruire dall’architetto Giacomo Del Duca. Successivamente la chiesa passò di mano diverse volte: dai Camilliani ai Caracciolini per poi infine essere affidata nel 1854 da Pio IX alla Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue che tutt’ora la possiede.

La facciata della chiesa è adornata da vivaci paraste, cornici, finestre, targhe e nicchie. E’ presente all’interno un’unica navata, con abside e quattro cappelle per lato.

La volta è stata recentemente restaurata, ma in origine fu affrescata dal pittore Antonio Gherardi nel 1669-1670, incorniciata da stucchi dorati, con raffigurazioni riguardanti la vita di Maria. Al centro troviamo tre scene: la Presentazione di Maria al tempio, l’Assunzione, la Circoncisione di Gesù. Attorno a queste tre scene centrali, si sviluppano altre raffigurazioni: la Natività della Vergine, la Visita di Elisabetta, la Fuga in Egitto, la scena di Gesù fra i dottori nel tempio, l’Adorazione dei Magi, la Sacra Famiglia. All’altare maggiore, nell’edicola che sovrasta il tabernacolo, si trova una tavola del XV secolo con Madonna col bambino, inserita all’interno di una raggiera dorata, sormontata da una corona donata dal Capitolo Vaticano nel 1677.

Nel soffitto della sacrestia è conservato un bel affresco raffigurante il Trionfo della croce, opera di Bartolomeo Morelli del 1674.

Questa Chiesa è tanto care alla nostra Congregazione anzitutto per essere stata una delle case in cui il nostro Fondatore è vissuto, poi perchè questa stessa Comunità vide il nostro Venerabile don Giovanni Merlini adoperarsi alla guida della Congregazione prima, al sostegno della nascente comunità delle Adoratrici del Sangue di Cristo poi, sempre inginocchiato “all’angolo dell’altare, dietro la grande colonna”, come ricordano gli scritti dell’epoca.

In questa stessa comunità dove oggi riposano uno accanto all’altro san Gaspare (sotto l’altare a sinistra, coronato da una tela che lo rappresenta) e il nostro Venerabile don Giovanni Merlini.

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