PIA_UNIONE_LOGO_VETTORIALE_2 copiaL’UNIONE SANGUIS CHRISTI (USC)

  • Cos’è la USC?

Il mistero del Sangue di Cristo, Verbo di Dio Incarnato, che dona liberamente il suo Sangue Prezioso per la salvezza dell’umanità – ha costituito sempre nella Chiesa una voce molto eloquente (Cfr Eb 12,24). Esso chiama continuamente i fedeli alla lode e all’adorazione dell’Agnello immolato, come testimonia l’inno della liturgia celeste, che il popolo. di Dio ripete nella liturgia terrena: «Ci hai redenti, o Signore, con. il tuo Sangue da ogni tribù, lingua, popolo e nazione e ci hai costituiti un regno per il nostro Dio» (Ap 5,9-10).

Tra la multiforme ricchezza della vita cristiana lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa persone singole e gruppi di fedeli con una speciale attrazione verso il mistero del Sangue di Cristo, tanto che esso è diventato il centro unificatore della loro sequela a Gesù, nel servizio a Dio e ai fratelli. In tal modo questi fedeli cercano di tener viva nella comunità ecclesiale la memoria del Cristo «che ci ama e ci libera dai nostri peccati con il suo Sangue» (Ap 1,5).

La USC o, secondo il titolo tradizionale, la «Pia Unione del Preziosissimo Sangue», è la famiglia spirituale cresciuta come frutto dell’attività della Congregazione di San Gaspare del Bufalo, l’«Apostolo del Preziosissimo Sangue». Essa comprende fedeli singoli (laici, religiosi, sacerdoti) o associati (Congregazioni Religiose, Associazioni, Confraternite, ecc.), che s’impegnano a vivere e a diffondere la spiritualità del Sangue di Cristo.

  • Cosa fa la USC?

La regola di vita che l’USC propone ai suoi membri è sintetizzata nelle parole evangeliche: “Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i suoi amici” (Gv 15, 13). Infatti, come Gesù, Figlio di Dio, ha manifestato la sua carità dando il suo Sangue, così noi, guidati dallo Spirito Santo, ci impegniamo ad amare Dio e i fratelli fino al dono della nostra vita. (Cfr Lumen Gentium, 42). Per rispondere a questo ideale di santità, ci dedichiamo all’ascolto della Parola di Dio, che trova nel Mistero Pasquale del Sangue di Cristo il vertice della Rivelazione. Approfondiamo la comprensione di tale mistero nella tradizione vivente della Chiesa, specialmente nella sacra Liturgia e nel Magistero. “Eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi del suo Sangue” (1Pt 1,2), portiamo a maturazione la grazia battesimale attraverso la frequente partecipazione all’Eucaristia, memoriale del sacrificio redentore.

Nella comunione al Calice del Sangue della nuova alleanza troviamo il segno più espressivo della nostra spiritualità. Ne accogliamo con gioia la pratica ripristinata nella Chiesa e ce ne facciamo promotori. Ci impegniamo a partecipare frequentemente all’Eucaristia e a riceverla, secondo le direttive degli statuti dell’associazione. Diveniamo quindi promotori di Conversione e Riconciliazione: “Il Sangue di Cristo, che con spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purifica la nostra coscienza dalle opere di morte per servire il Dio vivente” (Eb 9,14). Nella memoria del Sangue Prezioso dell’Agnello senza difetto (Cfr 1Pt 1,19) troviamo la forza per uscire dalla nostra schiavitù del peccato e la speranza di poter cantare un giorno l’inno della vittoria (Cfr Ap 12,10-12).

In questo cammino di liberazione ci accostiamo con frequenza al Sacramento della Riconciliazione, dove sperimentiamo in modo tutto speciale la virtù salvifica del Sangue che Gesù ha versato per la remissione dei peccati (Cfr Mt 26,28). Gli statuti della USC suggeriscono la frequenza della ricezione di questo Sacramento.

Come Gesù nella preghiera attinse luce e forza per bere il calice che il. Padre gli aveva dato (Cfr Lc 23,39ss; Gv 18,11), così anche noi troviamo nella preghiera la luce e la forza per il compimento della nostra missione (Cfr Apostolicam actuositatem, 4). Ci associamo volentieri al culto pubblico della Chiesa attraverso la celebrazione della Liturgia delle Ore, che prepara e prolunga alle diverse ore del giorno la lode, il ringraziamento, la memoria dei misteri della salvezza, che si ritrovano nel mistero eucaristico (Cfr Institutio generalis Liturgiae Horarum, 12).

Abbiamo a cuore anche quei pii esercizi in onore del Sangue di Cristo, che sono in armonia con la sacra Liturgia (Cfr Sacrosanctum Concilium, 12-13). Osserviamo i suggerimenti degli statuti dell’Associazione in merito alla celebrazione delle feste liturgiche e delle particolari pratiche di pietà, per esempio: Coroncina del Preziosissimo Sangue, Via Crucis, Liturgia delle Ore, Adorazione, Meditazione, ecc. Radicati nella volontà del Padre e sostenuti dalla potenza dello Spirito, cerchiamo di compiere ciò che il Mistero Pasquale ci chiede, di completare in noi quello che “manca ai patimenti di Cristo a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24). Ci uniamo, pertanto, alla sua offerta sacrificale con speranza, amore e gioia, compiendo fedelmente gli impegni del nostro stato e unendo la nostra croce a quella del Redentore. Memori che “Dio si è acquistata la Chiesa con il suo Sangue” (At 20,28), ci impegniamo a vivere in piena comunione ecclesiale nel rispetto dei vari ministeri stabiliti nella Chiesa. Offriamo il Sangue di Cristo e collaboriamo per l’edificazione e l’unità della Chiesa e per la diffusione del regno di Dio nel mondo. Ad immagine di Gesù che ha rappacificato “con il Sangue della sua Croce” (Coi 1,20) l’umanità “per creare (di tutti) in se stesso un sol uomo nuovo” (Ef 2,15), ci impegniamo a promuovere la dignità umana.

Secondo le possibilità di ciascuno ci sforziamo nella realizzazione di un migliore ordine sociale di pace, giustizia e amore tra i popoli. Con spirito disponibile e aperto collaboriamo, singolarmente e in gruppo, a ogni iniziativa che nella Chiesa o nella società civile si prende a favore della vita e della dignità della persona umana, redenta da Gesù “a caro prezzo” (1Cor 6,20). Particolarmente forte griderà al nostro cuore il sangue dei poveri (Cfr Gen 4,10; Salmo 72,12-14), finché non risplenda in essi l’autentica immagine di Dio (Cfr Gen 1,26-27). Memori che Gesù con il suo Sangue Prezioso ci ha procurato i veri beni imperituri del regno dei cieli, noi, vivendo nello spirito delle beatitudini, ci sforziamo di accumulare “tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano” (Mt 6,20). Così, attraverso la testimonianza della nostra vita evangelica, cerchiamo di essere segno e richiamo della giusta relazione con i beni terreni, non acconsentendo al consumismo, ma vivendo in modo semplice e frugale, condividendo con gli altri che si trovano in necessità ciò che abbiamo.

Quale modello di vita per perseverare fedelmente nella nostra regola di vita, terremo sempre “fisso lo sguardo su Gesù, che in cambio della gioia che gli era posta innanzi si sottopose alla Croce, disprezzando l’ignominia” (Eb 12,2). Guarderemo con filiale amore la Vergine Maria, che “stette presso la Croce, (Cfr Gv 19,25), soffrendo profondamente con il suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da lei generata e offrendola anch’ella all’eterno Padre” (Marialis cultus, 20).

Coltiveremo particolare devozione ai martiri e a quei santi e sante che nel Sangue di Cristo hanno trovato forza e luce per il loro eroico servizio a Dio e ai fratelli.

  • Come si aderisce alla USC?

Gli statuti dell’USC determinano le condizioni richieste per diventare membro. Inoltre, gli stessi statuti stabiliscono un congruo periodo di tempo durante il quale i futuri membri ricevono la formazione sulla natura e sulla spiritualità dell’USC, sotto la direzione di persone designate a tale scopo dal Direttore. Infine, gli stessi statuti specificano le condizioni in base alle quali si smette di essere membro.

I membri dell’USC s’incontrano periodicamente – in ambito locale e/o regionale e/o nazionale e/ mondiale – per approfondire la conoscenza della spiritualità dell’USC attraverso lo studio, la discussione, le giornate di ritiro, i pellegrinaggi, ecc. La frequenza e la natura di questi incontri sono specificate negli statuti. Si raccomanda vivamente ai membri dell’USC d’impegnarsi in qualche attività apostolica in collaborazione con le Congregazioni del Preziosissimo Sangue, dove ciò è possibile, e comunque secondo i bisogni della Chiesa locale. Tale attività apostolica è regolata dagli statuti.

L’USC s’impegna a promuovere tra i fedeli l’apostolato della preghiera nella spiritualità del Preziosissimo Sangue, secondo le prescrizioni degli statuti regionali. Coloro che sono uniti nella preghiera con l’USC partecipano ai benefici spirituali, comprese le indulgenze, degli altri membri, anche se non possono impegnarsi in altre attività dell’Unione.

I singoli fedeli, diventano membri dell’USC con il rito speciale prescritto negli statuti. In esso il candidato chiede di essere ammesso e viene accettato dal Direttore o da un suo delegato.

  • L’Opera delle 4000 Messe Perpetue

In seno alla Pia Unione del Preziosissimo Sangue fu sempre molto avvertita la necessità di una qualche forma di solidarietà di preghiere tra iscritti vivi e defunti. Del resto, se è vero che il Sangue di Gesù fonda il Regno di Dio sulla terra, è altrettanto vero che tale Regno (e dunque il Sangue che lo fonda) raggiunge il suo pieno trionfo nel Regno dei Cieli. Il suffragio per i defunti è dunque una esigenza insita nel valore dello stesso Sangue di Cristo. nacque così, nel 1883, l’Opera delle Quattromila Messe Perpetue. Fu stabilita dal Congresso della Curia Generale dei Missionari del Preziosissimo Sangue e approvata nello stesso anno dal grande pontefice Leone XIII.

Per iscriversi è necessario dare il proprio nome (o quello della persona viva o defunta) alla Direzione Centrale, dove viene conservato l’Archivio di tutti gli Iscritti dal 1883 fino ad oggi. Come prova della avvenuta iscrizione si riceve una Pagellina. La quota di iscrizione consiste nell’offerta di una santa messa per ogni iscritto, data una volta per sempre.

L’Opera consiste nella celebrazione di: Quattromila Sante Messe, ogni anno, per tutti gli iscritti, vivi o defunti.

Il Crocifisso di Guido Francisi (1886-1945), che illustra il mistero del Sangue Redentore verso le Anime Sante del Purgatorio

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