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Apertura laboratorio teatrale “La compagnia dei miracoli” giorno 30 Gennaio

La nostra Parrocchia Missionaria organizza insieme al “La Compagnia dei Miracoli”, un laboratorio teatrale, nato da un’idea e dall’esperienza del sem. cpp.s. Gianluca Gibilisco, il quale ha già alle spalle diversi studi ed esperienze teatrali ed è promotore di laboratori in giro per l’Italia.

Questo laboratorio teatrale nasce come una nuova forma di teatro sperimentale che analizza le emozioni rendendole plastiche attraverso il confronto di alcuni personaggi e brani della scrittura.
Prendendo esempio dal fondatore San Gaspare del Bufalo, l’intento è quello di accostare giovani e meno giovani, attraverso la tecnica teatrale: l’attività di laboratorio, completamente gratuita, partirà mercoledi 30 gennaio alle ore 19.15 presso il nostro auditorium, con un numero limitato di partecipanti a partire dai 16 anni di età.

Per inaugurare eccezionalmente l’avvio di questo progetto, La Compagnia dei Miracoli, organizza altresì uno spettacolo teatrale aperto a tutta la comunità parrocchiale e cittadina, il giorno precedente, martedì 29 gennaio alle ore 20,00 in auditorium
Sarà presente all’evento, attraverso un suo intervento, l’avv. Pagliara, un rappresentante della comunità ebraica di Trani che è stato già nostro ospite qualche anno fa per un incontro sull’ebraismo. 

Lo spettacolo “Segni di mani femminili” dipinge un ritratto della comunità ebraica che popolo la Sicilia a partire dal IV° secolo d.C. fino alla cacciata del 1492.

Uno spaccato di vita, sconosciuto ai più, che appartiene alla nostra terra, ma del quale restano pochissime tracce.Eppure gli ebrei, a cui erano affidati principalmente i mestieri legati al “vile” denaro, erano alla base dell’economia dell’isola e la loro cacciata ne segno il repentino declino. Singolare e curiosamente moderna era la condizione delle donne. In una socieà di tipo patriarcale, esse affermavano comunque il loro diritto all’indipendenza e all’istruzione. Donne capaci di gestire interi patrimoni, di decidere delle loro nozze e di svolgere molte professioni, soprattutto quella medica. Donne che lasciarono un segno, silenziosamente avanti. Tra le tante storie femminili scopriamo allora quella di Virdimura, ebrea, licenziatasi dottoressa in medicina a Catania nel 1376, che dichiaro pubblicamente il suo intento di curare i piu poveri e bisognosi. Virdimura sboccia come un piccolo fiore rivoluzionario nel cammino di sangue e fuoco del popolo ebraico.

Angoscia e speranza si nutrono l’una dell’altra disegnando questa “silenziosa rivoluzione”. Attraverso il racconto della vita di Virdimura si affronta inoltre il tema attuale della diversità, condannando gli integralismi di tipo religioso e restituendo dignità agli esseri umani qualunque sia il loro credo.

“Siamo come parti diverse dello stesso corpo”
Perseguitati nei secoli perchè “condannarono” Cristo, bruciati e depauperati delle loro ricchezze, in nome di un’intolleranza che, purtroppo, non si sarebbe fermata ed avrebbe ancora dovuto raggiungere il suo apice di disumanità nei campi di concentramento nazisti, gli ebrei sono l’esempio primigenio di come la diversità fomenti l’odio e sia motivo di paura.
Lo spettacolo, interpretato dagli attori Nunzio Bonadonna, Micaela De Grandi e Valentina Ferrante, che si esprimono attraverso vari linguaggi teatrali (teatro classico, contemporaneo e di ricerca, commedia dell’arte, pantomima, teatro delle ombre) si avvale del contributo audiovisivo realizzato ad hoc dal video maker ed artista Alessandro Aiello e dell’efficace presenza in video dell’attrice Nellina Lagana.

 

(Fonte: https://www.facebook.com/events/2022502914524066/)