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L’abate commendatario Card. Marco Antonio Colonna

Nov 17, 2020

Di Pietro Battista

Dopo il Cardinale Pietro Ottoboni, la Commenda di San Paolo fu affidata al Cardinale Marco Antonio Colonna, maggiordomo di Benedetto XIV. Questi operò radicali trasformazioni, non solo all’interno, ma anche all’esterno della chiesa di San Paolo. Con tali restauri, la chiesa cambiò completamente fisionomia. L’avvenimento è ricordato da una lapide che i Gerolamini, riconoscenti, posero sopra la porta della chiesa. Oggi, la lapide è nascosta dietro le canne dell’organo:

TEMPLUN IN ONOREM S. PAULI AP.

HONORIO IV ROM PONTIFICE

EXCITATUM VUTUSTATIS LABE FATISCENS

 MARC. ANT. V.R.E. CARD. COLUMNA

REFECIT AUXIT ORNAVIT

ET IV KAL.ANN. DOM. MDCCIXIX

SACRO SOLEMNIQUE TITI DEDICAVIT

NE TANTI BENEFICI MEMORIA

EXCIDERET HIROMNIANA FAMILIA

OBSEQUENTIS ET GRATI ANIMI M. P.

Questo tempio in onore di San Paolo Apostolo, edificato dal Pontefice Onorio IV, divenuto fatiscente a causa degli anni, Marco Antonio Colonna, Cardinale della Venerabile Chiesa Romana, ricostruì, ingrandì, abbellì e con solenne rito, dedicò nel 1769. La famiglia Gerolamina, ossequiente e grata pose il ricordo.

Per la realizzazione dei lavori, il Cardinale chiamò l’architetto Salvatore Casali di Roma. Questi eliminò alla facciata il portico rinascimentale a tre archi dando alla chiesa un aspetto estremamente semplice, con due coppie di lesene sormontate da un timpano triangolare. Nella zona centrale, sopra il portale sormontato da un timpano curvilineo, ornato da una conchiglia, si trova una semplice finestra rettangolare. La facciata è preceduta da un’ampia e scenografica scalinata in peperino che sale restringendosi sempre più, man mano che si avvicina all’ingresso della chiesa, preceduto da una balaustra in peperino. Le due ali laterali, con gli archi dell’ingresso alla scalinata, sono sormontati da dodici pilastrini su cui poggiano dodici sfere. Sono gli elementi che rimangono della precedente facciata. Il campanile fu intonacato ed elevato di due piani rispetto al precedente per renderlo più slanciato e per istallare, nella parte superiore, un orologio da torre. La copertura del campanile è a tettino con quattro spioventi.

Il Casali elaborò l’interno secondo un gusto e uno stile tardo settecenteschi. Sostituì la copertura a capanna dalla volta a botte lunettata. La chiesa, lateralmente, fu ampliata con due cappelle per lato, un ridotto transetto e abside quadrangolare. La superficie muraria è spartita da lesene con capitelli ionici ornati da un piccolo rosone e un serto di foglie intrecciate. Le cappelle sono divise da due coretti con balaustre che si affacciano sia nella navata centrale che nelle cappelle adiacenti. L’insieme architettonico è pacato, gradevole e dà un senso di decoro al luogo sacro. Il Casali seppe sostituire sapientemente la statica conformazione del vano parallelepipedo con una architettura dinamica ottenuta restringendo il vestibolo all’ingresso, alternando cappelle e pseudo cappelle chiuse (confessionali e balconate sovrastante) con un ritmo disuniforme, ancora un restringimento attraverso l’arco trionfale, prima dell’altare e una nuova dilatazione del presbiterio. L’altare maggiore in marmo giallo, sormontato da un tabernacolo a forma di tempietto ugualmente in marmo giallo, è rialzato rispetto al piano della navata.

(continua)

 

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