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Gesù e il creato: la natura, i bambini e i poveri

Dic 24, 2020 | Sangue di Cristo e salvezza

Di Luciano Bugnola, CPPS

Gesù è la parola di Dio, non il suo silenzio. Ma Gesù non è il solo a parlare, ha nominato alcuni a far da supplenti alla sua cattedra. Sono la natura, i bambini e i poveri.

La Natura
Il nostro occhio così commerciale vede nelle cose solo l’utilità, abbiamo perso l’occhio profondo che scruta e percepisce cosa il Signore ci vuole dire attraverso di loro. “Non preoccupatevi… guardate gli uccelli del cielo, che non seminano, eppure… guardate anche i gigli dei campi…”. E sappiamo bene
cosa ci voleva insegnare Gesù per loro mezzo.

I Bambini
La loro funzione didattica non risiede in ciò che dicono, ma in ciò che sono: se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei cieli… ce ne parla il capitolo 18 del Vangelo secondo Matteo. I bambini insegnano ai genitori a diventare come i genitori devono diventare come Cristo li vorrebbe: Gesù ti vuole povero, e se tu non decidi di esserlo, ci pensano loro a ricordartelo. Il bambino vuole il tuo tempo per giocare, ha bisogno di tante cose.
Il bambino ti vuole ottimista, gli piacciono le belle storie e il lieto fine…
E così, inconsapevolmente i piccoli sono i catechisti di papà e mamma, nonni non esclusi.
Tanti trattati di spiritualità genitoriale diventerebbero superflui, se umilmente accettassero le lezioni.
Gesù li ha laureati honoris causa, e per difendere la loro dignità arriva, cosa inaspettata da Lui, a consigliare l’omicidio per chi scandalizza “uno di questi piccoli” (Vangelo di Luca cap. 17). Erano molti i bambini che ciondolavano intorno a Gesù, fra la disperazione dei discepoli infastiditi dalla loro vivacità. Non conosciamo i loro nomi, ma di uno sappiamo il bel gesto del panino. Ci è noto l’episodio: migliaia di persone avevano seguito il Signore nel deserto, dimentichi del mangiare qualcosa, “c’è qui un ragazzo che ha cinque pani e due pesci” (Gv 6): i panini dello sconosciuto hanno fornito al Signore la base per sfamare più di 5000 uomini (domanda: che forse le donne non dovevano mangiare?, mah!)
Prediletti fra i prediletti, perché a Gesù piacevano tanto?
I bambini sono i poveri tra i poveri, minuscoli nullatenenti posseggono solo ciò che hanno ricevuto, dall’esistenza alla tutina che indossano. Ma, al mondo chi è più ricco, sereno, sicuro di un bimbo? Deboli, indifesi? Non proprio, sono le creature più potenti, spalleggiati come sono dalla custodia e
dall’amore di chi li ama.
Una nota, triste.
Ci sono, milioni, piccoli maestri cui è stato impedito di raggiungere la cattedra loro assegnata dal Creatore. Sono i bambini abortiti. La loro uccisione ha impedito alla Parola che Gesù certamente avrebbe rivolto per loro mezzo.
Il 28 dicembre, festa dei Santi Innocenti, è anche la loro festa (se festa vogliamo chiamarla), festa di Gesù messo a tacere, festa della Parola non detta.

I Poveri
Natura, bambini, poveri formano la trilogia dei grandi amori di Gesù. I poveri insegnano tante cose a dir il vero ma soprattutto a temer l’ira di Dio. Il conosciuto Gesù, mite e umile di cuore, nel giorno del Giudizio Finale, depone la veste della mitezza per indossare quella del Giudice: seduto sul trono
della sua gloria, circondato dai suoi angeli. Il verdetto sia di assoluzione che di condanna è altamente motivato, e verterà sui bisogni vitali degli uomini, che sono: cibo, acqua, stranieri accolti o no, salute fisica, libertà … “via da me maledetti …” sarà la condanna per chi avrà negato tali diritti. Che insegnamento ci viene dalla cattedra dei poveri, per noi ancora viventi? Il Vangelo di Matteo al capitolo 25 ci parla del Giudice che divideva i giudicandi in due settori, come il pastore che divide mettendo a sinistra le capre (= guai e dolori), e a destra (qui le cose vanno un po’ meglio) le pecore.
Possiamo ancora scegliere se andare nel settore capre oppure dall’altra parte.

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