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L’amore del prossimo e l’amore di Dio

Dic 27, 2020 | L'angolo dei Padri

San massimo il confessore

L’amore del prossimo e l’amore di Dio

DI Enzo Napoli

L’universo e la società umana sono stati creati come un tutto, quasi a costituire una grande “liturgia” che viene celebrata in comune da tutte le creature. Pur essendo ogni realtà chiamata a seguire fedelmente la propria vocazione particolare, non si può perdere di vista la prospettiva di insieme. Ora potrebbe sembrare che l’associarsi di coloro che condividono una stessa scelta favorisca l’esclusione degli altri, ma in realtà si può evitare questo pericolo, perché l’unione dei cristiani favorisce l’amore fraterno, che per sua natura è universale e costituisce la via più sicura verso la perfezione dell’intera umanità nell’unione con Dio.
Come partecipazione all’amore di Dio, infatti, la carità fraterna non può escludere nessuno. Massimo il Confessore lo ripete spesso: “Fa’ tutto ciò che ti è possibile per amare ogni uomo”. Se non ne sei ancora capace, cerca almeno di non odiare nessuno. Né il tempo, né lo spazio, né i loro cambiamenti devono avere importanza nella carità. L’incostanza dei nostri sentimenti verso il prossimo denota la presenza di passioni, è segno che l’amore non è ancora spirituale.
Se la filautia sparisse, pensa Massimo, con essa sparirebbe ogni ineguaglianza: “Il tale tu lo detesti; il tal altro né lo ami né lo odi; ami costui; ma molto moderatamente; quell’altro lo ami intensamente… Da queste differenze puoi arguire che sei lontano dalla carità perfetta, la quale vuole amare con la stessa intensità tutti gli uomini”. Ma l’uguaglianza dell’amore è realizzabile? Massimo insegna che l’amore perfetto è capace di diversificarsi soltanto a seconda dei diversi bisogni del prossimo; di fronte ai bisogni uguali deve invece scomparire ogni differenza nelle forme di carità. Sull’esempio di Dio, l’uomo libero da passioni “ama allo stesso modo tutti gli uomini: amerà i virtuosi in considerazione della natura e in forza della compassione che si prova verso un pazzo che vaga nelle tenebre”. Inoltre, se il comandamento dell’amore più importante è amare Dio, l’amore del prossimo consisterà innanzi tutto nel ricondurre anche il prossimo all’amore di Dio, infatti, la carità spirituale precede quella materiale.

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