dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo

Spigolature da scrittori del novecento: Piero Bargellini

Dic 27, 2020 | Libri

Di Pierino Montini

Più di cento volumi pubblicati. Oltre mille articoli apparsi in riviste e quotidiani, il cui contenuto illustra la via della Bellezza che conduce alla Verità e la certezza della Verità, donata solo da Cristo. A ciò sono da aggiungere amicizie qualificate: Giovanni XXIII, Paolo VI, Manzù, La Pira, Papini, Guidacci, Turoldo, Stefanini, Maritain …
Parliamo di Piero Bargellini, nell’anno in cui si fa memoria dei 40 anni dalla morte (1897-1980). Noto a molti per la storia della Letteratura italiana intitolata Pian dei Giullari. E molti testi dedicati ai santi: Santi come uomini (1950), I Santi del giorno (1958), Nuovi Santi del giorno (1960) e Mille Santi al giorno (1978). I devoti di san Gaspare ricorderanno la descrizione che Bargellini dà del santo in Mille Santi al giorno: «“romano de Roma”, noto ai suoi tempi come “terremoto spirituale” e celebre nella storia della Chiesa come “Apostolo del Preziosissimo Sangue”» (p. 81). Cogliamo questa ricorrenza per rimeditare alcuni suoi pensieri su Cristo, Maria, Missionarietà

Cristo.
Nel 1950 scrisse Lui. Racconti della vita di Gesù (1950), dedicato alle riflessioni che vari personaggi presenti nei Vangeli, di volta in volta, fanno del Cristo. Nel capitolo intitolato “Una donna” presenta le considerazioni che tutte le donne incontrate da Gesù fanno di Lui, riassumendole in una voce sola. Scrive: “Ai piedi della Croce, in mezzo ai soldati e tra la folla dei nemici, potemmo assistere al martirio dell’innocente, sgomente ma non timorose […]. Quando finalmente volgemmo la testa, Gesù era in alto sulla croce. A braccia stese, pareva volere accogliere in sé il mondo intero […]. Un milite lo ferì con la lancia nel costato, e dalla ferita uscì acqua e sangue” (pp. 153,156).
Poi, nel capitolo intitolato “Tommaso, l’incredulo”, Tommaso stesso dice: “Vi assicuro ch’egli era un uomo come noi. Un vero uomo, di carne e d’ossa. Mangiava come noi, beveva, dormiva. Si stancava, camminava […]. Patì le battiture, versò vero sangue, provò il dolore fisico. Morì sulla croce come muore un uomo” (p. 159). Da notare: il testo riporta le considerazioni di molti personaggi. Non presenta, però, quelle della madre di Gesù. Lo scrittore ritiene che Maria sia madre dell’accoglienza, del silenzio e dell’esempio

Maria.
Nello stesso anno, 1950, scrisse Lei. Racconti della vita di Maria, dedicato alla illustrazione dei vari attributi riguardanti la Madre di Gesù. Bargellini scrive di Lei: “Era ai piedi della Croce. Non disse nulla. Non dette un grido. Non fece un gemito. Non pianse. Non svenne […]. Sembrava che un’invisibile croce la regesse in piedi. Soffriva anche Lei punto per punto, momento per momento, la Passione di Gesù. Parlava col Figlio, senza parole. Lo aiutava a soffrire. L’ aiutava a morire. Soffriva, moriva con Lui, unita a Lui nella morte, com’era stata unita a Lui nella vita […]. Non si sa d’una sua parola detta, non si sa d’un suo sospiro esalato, non si sa d’un suo grido urlato […]. Sul Calvario, ai piedi della Croce, non disse una parola. Il suo dolore fu muto. Nel silenzio si soffre di più, si sente meglio la spada che scende nel cuore.
Invece Gesù parlò dalla Croce alla Madre. Lei scese dal Calvario. Rientrò nella casa degli ospiti, a Gerusalemme, ferita nel cuore ma non vinta; affranta, ma non disperata. Tutto era finito. Anzi tutto doveva cominciare” (pp. 152-156). Segue il tempo dell’attesa della Sua resurrezione e, poi, della missionarietà.

Missionarietà.
Riguardo alla Missionarietà, ancora in Lui riscontriamo: “Da quasi duemila anni egli è morto, e ancora ci sono uomini che vivono e muoiono per Lui. La Croce sulla quale egli spirò, da strumento di supplizio, è diventato segno d’amore e di onore. È posta sui monti più alti, sui monumenti più belli, sugli stemmi più nobili; se ne fregiano i petti più generosi. I migliori testimoni sono sempre quelli disposti ad affrontare la morte per la Verità” (pp. 179-180). 

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