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18-25 Gennaio Settimana di Preghiera per L’Unità dei Cristiani

da | Gen 10, 2021

Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto (cfr Gv 15, 5-9).
Nel 1908 padre Paul Wattson, un ministro episcopaliano (anglicano degli Stati Uniti), a Graymoor (Garrison, New York) introdusse un Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, celebrato per la prima volta dal 18 al 25 gennaio 1908. Dopo 60 anni nel 1968 il Consiglio ecumenico delle chiese prepararono per la prima volta il materiale per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. La data fu scelta proprio perché il 25 gennaio è la festa della conversione di San Paolo.
Oggi la cooperazione fra le chiese cristiane nel preparare e celebrare la Settimana di preghiera è divenuta una prassi comune ed è fonte di gioia e gratitudine nel cammino verso l’unità tanto desiderata da Cristo stesso che nella sera dell’Ultima cena pregò dicendo: “Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa” (Gv 17,20-21). La spiritualità del Sangue di Cristo è intrinsecamente ed evidentemente ecumenica. Il Sangue di Cristo non può che unire tutti i cristiani nella comunione.
Quest’anno il tema della settimana di preghiera è stato preparato dalla Comunità monastica di Grandchamp ed è quello di una frase di Gesù nel Vangelo di Giovanni (Gv 15,1-17): “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto”, che esprime la vocazione alla preghiera, alla riconciliazione e all’unità della Chiesa e del genere umano che caratterizza la Comunità di Grandchamp. Nel 1938, Madre Geneviève Micheli, la prima Madre della Comunità, scrisse queste parole, che ancora oggi sono rilevanti e ci aiutano a riflettere in questo momento della chiesa e del mondo: “Viviamo in un’epoca che è allo stesso tempo problematica e magnifica, un’epoca pericolosa in cui nulla protegge l’anima, in cui i traguardi rapidi e pienamente umani sembrano spazzar via gli esseri umani… e io penso che la nostra civiltà troverà la morte in questa follia collettiva di rumore e di velocità, in cui nessun essere può pensare… noi cristiani, che conosciamo il pieno valore della vita spirituale, abbiamo una responsabilità enorme e dobbiamo rendercene conto, unirci e aiutarci vicendevolmente per creare forze di pace e rifugi di serenità, centri vitali dove il silenzio della gente richiama la parola creatrice di Dio. È una questione di vita o di morte”. Parole forti che ci aiutano a capire la necessità di pregare tanto per essere sempre più uniti a Cristo, Via, Verità e Vita. Solo così cresce nella chiesa e nel mondo il frutto della comunione, che è l’unica e vera felicità.

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