dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo

Il Sangue di Cristo, sobria ebbrezza di Spirito Santo

Set 20, 2021

Di Giulio Martelli

I. Il binomio Sangue – Spirito.

Nella catechesi del secondo secolo, in Asia Minore, l’azione redentrice di Cristo viene presentata come una realtà articolata intorno ad un binomio inseparabile: Sangue – Spirito. Mediante il Sangue redentore i credenti sono resi partecipi dello pneuma: natura divina, e, più tardi, Spirito Santo, Spirito del Risorto, forza o potenza divina del Verbo (Cirillo di Alessandria).

Il sangue è il veicolo dello pneuma: «mediante il Sangue versato per noi, riceviamo lo Spirito Santo, perché sangue e spirito si sono uniti in una sola persona, affinché, mediante il sangue che ci è connaturale, possiamo ricevere lo Spirito Santo che non ci è connaturale e per esso noi chiudiamo alla morte l’ingresso di casa nostra”» ( Hom. In Pascha, 83, 1-6).

a. La connessione Sangue – Spirito viene evidenziata dalla catechesi sul battesimo, prendendo le mosse da Es 12,13: «il sangue delle vostre case è segno che voi siete dentro». Il segno del sangue è figura del Sangue e Spirito di Cristo, con cui siamo stati unti o consacrati.
Dice Melitone: Cristo, «condotto come agnello (divinità del Figlio) e immolato come pecora (umanità di Gesù), ha contrassegnato le nostre anime con il sigillo del proprio spirito e le membra del nostro corpo con il sigillo del proprio sangue» dove il sangue è sigillo che imprime su ogni battezzato la forma del Cristo; è fontana luminosa che rinnova l’uomo nelle profondità del suo essere: «scorre su di noi», per comunicarci lo Spirito (Crisostomo). In virtù di questo sigillo – Spirito con cui il sangue ci contrassegna, siamo protetti dai nemici spirituali e garantiti come amici ed eletti di Dio.

b. La connessione Sangue – Spirito è presente anche nella catechesi sull’Eucarestia. Per lo pseudo-Ippolito, all’opposto del sangue dell’agnello pasquale, c’è il «calice rigurgitante di sangue e spirito» (Ip, 2), e più avanti, parlando delle “tavole spirituali” dice: «Noi ci nutriamo del Pane disceso dal Cielo e beviamo il Calice che ci dà gioia: quel Sangue vivo ed infuocato che ha ricevuto dall’Alto l’impronta dello Spirito» (n. 8).

c. Nella concezione antica, il calore del sangue è la fonte della sua efficacia vitale: calore dato al sangue dalla presenza dello pneuma in esso; pneuma chiamato più tardi fuoco artefice ed identificato con Dio. Il Sangue di Cristo è infuocato perché contiene lo pneuma, che è caldo. Allora, l’efficacia del Sangue eucaristico è attribuita allo pneuma di Dio, cioè alla divinità di Cristo, che dà al vino la propria impronta, ossia la propria energia e lo rende vivificante.

II. Il Sangue di Cristo comunica la sobria ebbrezza dello Spirito.

L’indicazione più evidente del rapporto dinamico che esiste fra sangue e pneuma è fornita dall’esperienza mistica della sobria ebbrezza dello Spirito realizzata dal Calice eucaristico.

Nella formula che risale a Filone, ebbrezza indica l’unione con Dio la cui realtà è raggiunta in forma ineffabile dalla mente o sperimentata dall’affetto, sobria ha un carattere spirituale, non nel senso di immateriale, ma nel senso di “misterioso”, quindi celeste. L’elemento essenziale della sobria ebbrezza è l’estasi: l’atto con cui lo spirito “esce da sé” e, superando le dimensioni e la norma della sua vita ordinaria, si raccoglie nel Signore, installandosi in Lui.

Eusebio di Cesarea le dà il carattere di benessere mistico in un clima di gioia, proveniente dal “vino mistico”; Cipriano le dà un carattere intellettuale e affettivo:
«il calice inebria, guida la sapienza spirituale all’intelligenza delle cose divine, mette l’anima a suo agio e bandisce ogni tristezza». Per Gregorio di Nissa, il sapore del Vino è una pregustazione dell’Eternità.

Dunque, la sobria ebbrezza ha un triplice contenuto: noetico, affettivo, unitivo.

Attraverso il Sangue eucaristico, lo Spirito Santo:

• dona la purificazione dai peccati, il fervore del cuore, la conoscenza esperienziale (non discorsiva) di Dio nella dolcezza dell’Amore (Cirillo);

• inebria per radicarci in Cristo (Ambrogio);

• conferisce quella ineffabile letizia divina (Agostino).

Nell’ebbrezza spirituale, l’uomo esce da sé stesso, ma non per vivere al di sotto della sua ragione (come nell’ebbrezza del vino), ma per vivere al di sopra di essa, nella luce di Dio. Notiamo come la vita cristiana sia allora concepita in termini mistici comuni: tutti i battezzati possono fare, fin da questa terra, una esperienza diretta di Dio, a motivo della Grazia che è inizio della Gloria.

In definitiva, cos’è allora la “sobria ebbrezza” dello Spirito? È uno stato in cui il credente si sente posseduto e condotto da Dio; uno stato, però, che anziché alienarlo, distogliendolo dall’impegno per i fratelli, lo conduce ad esso, lo esige e spesso lo rende più facile e gioioso. In altri termini, è un entusiasmo (en-theòs: ripieno di Dio), ma un entusiasmo basato sulla Croce, cioè sull’umiltà, carità, castità.

Conclusione

1. La sobria ebbrezza dello Spirito è il termine o lo scopo ultimo della nostra partecipazione sacramentale al Calice, ricevuto lo Spirito d’Amore nel Sangue di Cristo. Essa non comporta ancora la “visione di Dio”, ma stabilisce in una pace profonda, gioia duratura: la pace e la gioia di essere radicati nel Cristo, di gustare in sé le primizie della Vita eterna.
2. Essa rimane ordinariamente un effetto del vino mistico che è il Sangue di Cristo eucaristico. La vita mistica dipende dunque dall’azione sacramentale, per cui non c’è dissociazione fra vita interiore e vita liturgica. La liturgia è il punto di partenza di una preghiera e contemplazione verso il compimento di essa in mistica, la quale è in noi la piena realizzazione del Mistero interiorizzato che emerge dalla chiarezza della coscienza.

Condividi          

Editoriale
Password
Speranza

Speranza

Di Terenzio Pastore
C’è bisogno urgente di missionari…

Colloqui con il padre

Altri in evidenza

Altri in evidenza

La Copertina di NsDs Novembre Dicembre 2021
Ultimo numero
Nel Segno del Sangue

La nostra voce forte, chiara e decisa sulla società, sul mondo, sull’attualità, sulla cultura e soprattutto sulla nostra missione e vita spirituale come contributo prezioso alla rinascita e allo sviluppo della stessa Chiesa.

Abbonati alle nostre riviste

Compila il modulo on-line con i tuoi dati e riceverai periodicamente il numero della rivista a cui hai deciso di abbonarti. 

Le nostre riviste
Le nostre riviste

Primavera Missionaria: il bollettino di S. Gaspare
Nel Segno del Sangue: il magazine di attualità dell’USC
Il Sangue della Redenzione: la prestigiosa rivista scientifica.