dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo

Cinque “vie”, cinque parole per “entrare” nel Mistero Eucaristico

Ott 11, 2021

Di Luigi Maria Epicoco

Il tema di quest’anno passato è stato l’Eucaristia. Vorrei partire proprio dalla premessa che per noi, come fu per i discepoli, l’Eucaristia è un mistero, cioè è qualcosa che noi non riusciamo mai a comprendere fino in fondo. Solo la fede ci permette di guardare in maniera più profonda quello che con la nostra testa non riusciamo a capire fino in fondo e la fede è un dono che viene dal Signore.
Fatta questa premessa, ho pensato di fare con voi un piccolo itinerario con poche tappe, quattro-cinque, che spero possano essere utili a cercare di capire come ri-centrarci attorno all’Eucaristia e in che modo l’Eucaristia ha una ricaduta nella nostra vita, anche nella vita carismatica di questa famiglia, che vive il carisma del Preziosissimo Sangue.
1. Allora la prima definizione che forse ci avvicina a questo mistero è dire che l’Eucaristia è il sacrificio di Cristo. Il problema serio di quando usiamo la parola sacrificio è che noi molto spesso la intendiamo in maniera pagana, non cristiana. Il sacrificio nel mondo pagano funziona in questo modo: c’è un prezzo da pagare, qualcuno paga questo prezzo e compra qualcosa. Allora noi entriamo in una sorta di commercio con Dio. Noi pensiamo che possiamo comprare l’amore di Dio attraverso una qualche moneta,
ma noi siamo stati acquistati attraverso il Prezioso Sangue di Cristo. Quando partecipiamo all’Eucaristia, in fondo, noi entriamo nel sacrificio di Cristo, cioè Gesù nell’Eucaristia dona se stesso per ciascuno di noi. Qual è la differenza? La differenza è l’amore. Pensate alla vita familiare: solitamente la parte più forte di una famiglia, i genitori, cerca di proteggere la parte più debole, solitamente i figli. Quindi se in una famiglia qualcuno deve privarsi di qualcosa sono i genitori a privarsi di qualcosa per i figli. Il loro sacrificio in realtà è il dono di se stessi, cioè è un’esigenza dell’amore. Allora in questo senso ciascuno di noi dovrebbe domandarsi se nell’Eucaristia si è lasciato raggiungere dal sacrificio-dono di Cristo. Quando una persona incontra il sacrificio-dono di Cristo, incontra una riconciliazione. Il problema fondamentale delle nostre comunità, delle nostre famiglie, del nostro modo di stare al mondo viene dal fatto che noi non siamo persone riconciliate e proprio perché non siamo riconciliati portiamo i nostri conflitti intorno a noi.
Noi non ci siamo ancora lasciati riconciliare con Cristo nell’Eucaristia.
2. La seconda parola che vorrei condividere con voi è la presenza: l’Eucaristia è il luogo dove Gesù è “realmente” presente. Vi ricordate le parole del Vangelo:
«Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Il modo che Gesù ha escogitato per rimanere con noi fino alla fine del nostro viaggio è l’Eucaristia. Ecco, da quel momento in poi nessuno di noi può più dire: «sono solo», in questo dolore, in questa situazione, in questa contraddizione, in questo peccato, in questa lontananza, davanti a una malattia, davanti alla morte, davanti a una contraddizione, davanti a una gioia, a una strada, a un’opportunità. Quando tu mangi l’Eucaristia questa presenza arriva dentro di te e quindi vince questa radicale solitudine che abita il cuore di ciascuno di noi. L’Eucaristia è “la presenza” di Gesù nella storia e, soprattutto, nella nostra vita. E se c’è Lui, allora tutto è possibile, tutto è vivibile, tutto è affrontabile.
Per cui la seconda domanda che possiamo porci è questa: quanto è decisiva la presenza di Gesù nell’Eucaristia dentro la nostra vita? Quanto conta? Bisogna essere sinceri, perché spesso il nostro cristianesimo è fatto di molte parole e iniziative, ma è vuoto di Gesù, che è il grande assente o il grande pretesto per parlare di altro.
3. La terza parola che spero possa aiutarci è la parola offerta: l’Eucaristia e il luogo in cui ciò che offriamo diventa redenzione, viene cambiato. La parola, che si usa, è la parola transustanziare, cioè il pane e il vino rimangono esternamente pane e vino, ma nella loro sostanza diventano il corpo e il sangue di Cristo.
Allora ognuno di noi deve domandarsi se l’Eucaristia è il luogo dove la mia vita offerta cambia nella sua sostanza. Il mio dolore portato nell’Eucaristia cambia nella sua sostanza, così la mia gioia, la mia preoccupazione e i miei peccati.
Ora, a noi non piace l’offerta perché noi siamo molto ripiegati sulla nostra performance, cioè pensiamo che la nostra vita siccome non è ideale e non è perfetta, non la possiamo offrire al Signore e non capiamo invece che al Signore non interessa che noi siamo perfetti. Qui scatta la terza domanda: quanto siamo abituati a offrire la nostra vita nell’Eucaristia? E quanto invece perdiamo molte energie a voler solo migliorare la nostra vita, dimenticando che la gioia più grande che possiamo dare al Signore è offrire quello che abbiamo, quello che siamo e quello che abbiamo vissuto.
4. La quarta parola è proprio la comunione. Ecco, mangiare questo pane insieme, bere quello stesso sangue, partecipare del medesimo mistero, crea in noi una comunione più profonda, più affidabile. Per questo Paolo dice che quando noi pecchiamo contro la comunione, cioè tra di noi, in qualche maniera commettiamo un sacrilegio che tocca l’Eucaristia. Possiamo testimoniare l’Eucaristia solo se siamo uomini e donne di comunione, sapendo che la comunione viene da Gesù Cristo, il quale ha lasciato detto ai suoi discepoli che il mondo ci avrebbe riconosciuti dall’amore:
(“vi riconosceranno da come vi amerete”, Gv 13,35). Amare non è facile, ma è l’unica cosa che il Signore ci ha chiesto per essere riconosciuti nel mondo. L’Eucaristia è la grande forza che ci spinge alla comunione. Infatti nell’Eucaristia c’è un momento in cui si pronuncia la preghiera dell’epiclesi, la preghiera dello Spirito Santo, sul pane sul vino perché diventino il corpo e il sangue di Cristo e poi subito dopo si pronuncia un’altra epiclesi sul popolo, su tutti noi, ciascuno di noi, perché diventiamo un unico corpo. Ma – attenti – lo Spirito non è una magia, lo Spirito agisce attraverso la nostra libertà.
Quindi la quarta domanda è: siamo uomini e donne di comunione? Abbiamo fatto questa scelta fondamentale per la comunione?
5. Ultima suggestione. L’Eucaristia è la forma della nostra carità. L’amore con la A maiuscola e quello che ci ha insegnato Cristo, è l’amore che dona la vita, è l’amore che dona se stesso, e quindi la forma dell’amore che noi impariamo dall’Eucaristia è diventare come l’Eucaristia, donare la nostra vita e smettere di vivere nella pretesa e cominciare a vivere nel dono di noi stessi. Più frequentiamo l’Eucaristia, più dovrebbe guarire dentro di noi questo atteggiamento costante di voler pretendere che il mondo si adegui alle nostre aspettative, ai nostri desideri, a quello che ci piacerebbe, e cominciamo a vivere invece in un’ottica di donazione: io che dono il mio tempo, io che dono me stesso, io che dono la mia vita e sentire un immensa gioia in questo dono di noi stessi, finché non diventiamo come Gesù, che ha donato se stesso. Finché l’Eucaristia non ci trasforma in Eucaristia, l’Eucaristia non ha ancora raggiunto il suo scopo dentro la nostra vita. Diventare eucaristici, in fondo, non significa propagare una devozione, ma mostrare al mondo una logica diversa: la logica di donare noi stessi.
Ecco queste cinque vie, il sacrificio-dono, la presenza, l’offerta, la comunione, la forma nuova della carità, credo che siano semplicemente alcuni aiuti, che ci permettono in qualche modo di poter ripensare l’Eucaristia come qualcosa di fondamentale, “come
la fonte e il culmine della vita cristiana”, come ciò che ci fa chiesa, come ciò che ci fa quello che siamo, davvero fino in fondo.
Un’ultima parola, poi, bisogna dirla sull’adorazione eucaristica. Perché è importante? Voglio offrirvi questa immagine: attraverso il battesimo noi siamo diventati tempio dello Spirito Santo. Quindi Dio è presente in noi. Allora com’è possibile che noi non sentiamo questa presenza? Ecco, la Sua presenza è un po’ come la brace, ad un certo punto sembra che sia spenta e c’è la cenere sopra, ma poi basta che qualcuno soffia su quella brace e si ravviva il fuoco. Così nell’adorazione eucaristica è come se la grazia di Dio soffia dentro di noi e ravviva questa presenza scostando la cenere del nostro egoismo, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, delle nostre ferite, che molto spesso hanno seppellito completamente la presenza di Dio dentro di noi, nel nostro cuore. Ora, più tu ti metti davanti all’Eucaristia con questo atteggiamento di non far niente, ma di permettere semplicemente al Signore di soffiare la Sua presenza dentro di te, più questo stare davanti a Lui crea il fuoco della Sua presenza di noi. Diffidate, nelle adorazioni eucaristiche delle forti emozioni, forti sensazioni, forti illuminazioni: la via che Gesù ha scelto per venire al mondo è la via dell’umiltà, è la via di chi non attira l’attenzione e, quindi, anche se a voi vi sembra di stare a perdere tempo davanti a quel tabernacolo, davanti a quell’Eucaristia, sappiate che non state perdendo tempo perché nell’umiltà il Signore vi sta purificando, sta ravvivando in voi il dono, e quando uscirete da quell’incontro senza dire e fare nulla porterete Cristo agli altri, e questa, sì, che è evangelizzazione!

Condividi          

Editoriale
Password
Speranza

Speranza

Di Terenzio Pastore
C’è bisogno urgente di missionari…

Colloqui con il padre
Altri in evidenza
Altri in evidenza
La Copertina di NsDs Novembre Dicembre 2021
Ultimo numero
Nel Segno del Sangue
La nostra voce forte, chiara e decisa sulla società, sul mondo, sull’attualità, sulla cultura e soprattutto sulla nostra missione e vita spirituale come contributo prezioso alla rinascita e allo sviluppo della stessa Chiesa.

Abbonati alle nostre riviste

Compila il modulo on-line con i tuoi dati e riceverai periodicamente il numero della rivista a cui hai deciso di abbonarti.
Le nostre riviste
Le nostre riviste
Primavera Missionaria: il bollettino di S. Gaspare
Nel Segno del Sangue: il magazine di attualità dell’USC
Il Sangue della Redenzione: la prestigiosa rivista scientifica.