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Non smettiamo di leggere le fiabe

Dic 6, 2021

Di Paolo Gulisano

L’espressione “letteratura per ragazzi” o “letteratura per l’infanzia” si riferisce a un vasto insieme di opere e generi letterari che, in qualche modo, si ritengono adatti per un pubblico molto giovane. Si possono intendere come opere letterarie per ragazzi quelle pensate esplicitamente per la lettura da parte di giovani, oppure opere giudicate adatte ai minori da parte di una autorità riconosciuta come competente – un tempo gli educatori, oggi molto più spesso gli editori − da destinarsi a questo tipo di pubblico. Molto spesso questa scelta è frutto di una valutazione fatta prendendo in esame i contenuti morali delle opere, in particolare rilevando messaggi potenzialmente diseducativi.
L’insieme di tutti i testi pensati e pubblicati per un pubblico di bambini e ragazzi fa riferimento a un insieme complesso, variegato e contradditorio tanto che è difficile definire univocamente questo filone:
sono molte le strade che si possono percorrere in questo tipo di narrativa. Essa è comunque da considerarsi come letteratura tout court che, per essere compresa, ha bisogno di strumenti e conoscenze che si rifanno alla critica letteraria, alle conoscenze storiche, filologiche, pedagogiche e artistiche. Non sono necessari soltanto strumenti educativi e pedagogici per studiarla e comprenderla, ma è fondamentale un’impalcatura critica e artistica che la consideri come letteratura e arte a tutti gli effetti.
La letteratura per l’infanzia abbraccia un panorama multidisciplinare da non considerarsi minoritario rispetto alla letteratura più in generale, spesso considerata come destinata esclusivamente agli adulti.
Oggi, spesso, l’etichetta “letteratura per ragazzi” viene affibbiata a opere nelle quali mancano due tipi di ingredienti: il sesso e la violenza. Se un romanzo è privo di questi elementi, viene derubricato a opera per ragazzi.
Il romanzo occupa una vasta categoria della letteratura per ragazzi. Tale categoria può essere ulteriormente suddivisa a seconda del genere delle storie. Esiste così il romanzo fantastico, uno dei generi più famosi, che narra storie ambientate in luoghi immaginari, popolati da personaggi fantasiosi e magici, con molte influenze dalle fiabe, dai miti e dai racconti popolari classici.
L’Ottocento vide la nascita di questo tipo di letteratura, che consegnò ai lettori capolavori immortali. Si cominciò con le fiabe, che trovarono in Hans Christian Andersen un interprete straordinario. La sirenetta, del 1837, I vestiti nuovi dell’imperatore, sempre del 1837, Il soldatino di stagno, del 1838, Il brutto anatroccolo, del 1843, e La piccola fiammiferaia, del 1848, furono le opere che incantarono il pubblico e trovarono piena approvazione anche dalla critica.
Con cadenza quasi annuale, le pubblicazioni si succedono fino al 1872. Opere di grande originalità, che si staccavano decisamente dalla novellistica di corte del Settecento, oltre che dalla fiaba d’arte romantica tedesca di Ludwig Tieck, Novalis, Clemens Brentano, o dall’opera di riscoperta dei fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, che come degli archeologi culturali portarono alla luce i resti di narrazioni e miti antichi di secoli.
Andersen raccontò fiabe rielaborando ciò che aveva ascoltato da bambino, nella libera reinterpretazione fatta dalla sua fantasia. L’opera di Andersen colma la lacuna tra la fiaba dell’arte romantica e il racconto popolare quale era stato raccolto dai fratelli Grimm. Nell’Ottocento dominato dalla tecnica, dallo scientismo, e da un crescente agnosticismo, Andersen crede in ciò che magicamente si anima nelle sue trame, convinto della loro plausibilità in un mondo governato, in fondo, da una benigna volontà provvidenziale. Ma l’Ottocento non vide soltanto un nuovo florilegio di fiabe nella letteratura per ragazzi: vide una sorta di evoluzione del romanzo picaresco, interpretato dall’americano Mark Twain.
Opere come Le avventure di Tom Sawyer, del 1876, o Il principe e il povero, del 1881 (l’anno della pubblicazione dell’Isola del Tesoro, il celebre romanzo per ragazzi di Robert Louis Stevenson) diventarono dei classici immortali della letteratura per ragazzi. Twain elabora il genere picaresco introducendo addirittura elementi fantastorici e fantascientifici come ne Il Principe e il povero, o in Un americano alla corte di re Artù.
Nel corso del Ventesimo secolo la letteratura ci avrebbe offerto altre grandi storie fantastiche e fiabesche, da Il Piccolo Principe a Lo Hobbit, a La storia infinita. Un filone denominato − in termini moderni − Fantasy

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