dal 1953 la voce di San Gaspare nel mondo

Un lavoro… un’avventura

Dic 6, 2021

Di Ombretta Marricari

La testimonianza della nostra carissima Ombretta Matticari, che dal 1982 ad oggi è stata al servizio delle Missioni del Preziosissimo Sangue

Dopo la maturità scolastica non si è coscienti di cosa sarà la nostra vita lavorativa, l’obiettivo primario resta solo un lavoro, senza sapere cosa, dove e
come iniziare.
Così ho affrontato questo momento accettando tutto quello che mi è stato offerto, in fondo sapevo che non avrei potuto fare l’università e mi sono prodigata su ogni occasione di lavoro.
Nel 1982 incontrai i Missionari di San Gaspare. Avevano bisogno di una segretaria per l’ufficio delle Missioni Estere ed io non avevo proprio idea di cosa mi aspettasse, un mistero… ma era un lavoro, quindi con volontà e determinazione, ho iniziato questa avventura!
Sì la definisco in questo modo perché tutto era nuovo, dall’avere come direttori dei sacerdoti a catalogare una stanza di cartelle e documenti, senza sapere niente del loro contenuto e scopo! Dopo qualche spiegazione iniziai a costruire questo ufficio, raggiungendo l’approvazione dei responsabili e il loro incoraggiamento a continuare il lavoro. Questa fu solo la prima parte del mio lavoro, quella “materiale”, ma poi è arrivata la parte di lavoro più vera, cioè quella della ricerca, dell’analisi e della programmazione dei vari obiettivi che si dovevano raggiungere nelle Missioni dei padri in Tanzania. Il tutto con tante ore di lavoro extra, dovendo rispettare delle date precise.
Incontravo la Tanzania, per la prima volta, con la storia e le difficoltà che aveva, una nazione africana, lontana da me, ma tanto vicina ai Missionari. Sono stati loro a farmi entrare nel cuore questo paese straniero e pieno di problemi, al quale San Gaspare aveva destinato tanti suoi confratelli e spinto pure molti laici carichi di iniziative e amore.
Così, l’ufficio Missioni Estere divenne anche un centro di smistamento per gli ordini, per le spedizioni, per i viaggi dei padri, dei collaboratori e dei medici e sanitari che incontravamo e preparavamo ai viaggi. Tutto partiva da noi con una guida e un’assistenza continua. Non c’erano i social, avevamo solo il telefono, il telex, i fax e le fotocopie, ma soprattutto avevamo la responsabilità e la consapevolezza di quello che facevamo.
Questo è stato il denominatore comune nei vari anni, pur cambiando i direttori e gli economi, il mio ruolo di segretaria era fisso e con la stessa attenzione e serietà ho sempre continuato a svolgerlo. Tutti coloro che erano coinvolti dall’ufficio delle Missioni Estere si sentivano parte dei progetti che si realizzavano e continuano a farlo con diligenza.
Costruire e mantenere l’Ospedale San Gaspare a Itigi è stato ed è tanto impegnativo. Fu uno dei progetti più arditi dei missionari, ma la provvidenza e la generosità della gente ci hanno permesso un aiuto costante per questa opera.
Ho avuto il privilegio di incontrare tante brave persone: missionari, suore, laici, medici, tecnici, operai. Un mondo alternativo si è creato e costituito in associazioni, onlus e gruppi di lavoro, perché molti, dopo un semplice viaggio in Tanzania, subivano una trasformazione e in loro nasceva un volontariato spontaneo pieno di iniziative.
Oggi in Tanzania si possono trovare tutte le costruzioni di quarant’anni di impegno e lavoro dei padri, dei laici benefattori dell’Italia, del Canada e degli stessi sacerdoti tanzaniani che hanno partecipato nel realizzarle.
Con orgoglio penso che un piccolo contributo è arrivato anche dalla segretaria, che si è avventurata tanti anni fa coi padri di San Gaspare, ed oggi lascia questo lavoro con un po’ di malinconia, certa di avere assorbito lo spirito missionario dell’Istituto e la stima di coloro che l’hanno incontrata!
Auguro a tutti di poter avere un lavoro, un’avventura come la mia, che mi ha accompagnato nei momenti positivi e negativi della mia vita, spingendomi sempre a superare gli ostacoli!

Ringrazio e saluto tutti! Con affetto!

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