Tempo fa qualcuno mi spiegò l’origine della sovrapposizione della festività della Madonna delle Grazie con la ricorrenza della Visitazione.

Questo accostamento tipico della tradizione popolare pare debba ricondursi al cambiamento del calendario liturgico operato durante il Concilio Vaticano II, quando la festività della Visitazione venne anticipata al 31 maggio mentre il 2 luglio venne consacrato alla “Piena di Grazia”.

Sta di fatto che mai come quest’anno entrambi i titoli si rivelano fortemente complementari: la visita fonte di Grazia, l’incipit di un cambiamento della vita lento ma inesorabile che invita a guardarsi dentro per instaurare un nuovo rapporto con il Signore, con il prossimo e con sè stessi, attraverso una meticolosa analisi della vita di Maria.
Sì,  Maria, proprio Lei, una di noi, con i suoi dubbi, le sue incertezze di giovane donna, che alla fine crede e si affida totalmente a Dio senza pretendere alcuna prova o garanzia.

Appare in questa veste la Madre di Gesù ai fedeli di Pace del Mela, quando quotidianamente al tramonto partecipano all’ Eucaristia, attraverso le parole di don  Francesco Bonanno, Missionario del Preziosissimo Sangue.
Una celebrazione in cui l’assemblea ha un ruolo attivo specialmente durante l’omelia, quando si intreccia un  dialogo “sui generis” in cui le parole penetrano dentro e precipitano  nel più profondo dell’anima per scuotere le coscienze che si interrogano quale sia il fine dell’esistenza umana. E in questo clima in cui ognuno si sente chiamato, accolto, amato, non giudicato, tanto meno colpevolizzato la risposta si esaurisce in Dio e si rafforza il senso di appartenenza alla Chiesa locale.
Quanti conoscono la realtà frammentata del luogo direbbero che si sta consumando un piccolo miracolo, piano piano, sera dopo sera. Paradossalmente il distanziamento sociale creato dalla Pandemia unisce i cuori e la Parola del Signore ne è  il sigillo ultimo. A che serve piangersi addosso quando qualcosa nel quotidiano va storto e non si confà ai nostri desideri e progetti. Se si cammina insieme al Signore il lamento cede il posto al canto del cuore perché con Lui siamo al riparo.

Non importa quanto ci è  concesso di vivere, poco o tanto: ciò che importa è esserci stati ed essersi donati agli altri lasciando un solco nel quale dei semi germoglieranno. Ognuno si vesta del profumo di Cristo inebriando il cuore e la mente di chi ha china il capo e non alza più lo sguardo in Alto per ammirare la bellezza dell’universo. Parole feconde si spargono sui presenti, ed è come avvertire un sentimento di antico, una serenità che emerge dal profondo alla maniera di Elisabetta al cospetto di Maria, sotto un cielo terso, immerso in una luce serale spazzata dalla brezza leggera, confortata dal mormorio continuo della fontana della piazza.

Giovanni Cavallaro, Governatore della Confraternita Maria SS.ma della Visitazione


Solenne Novenario in Onore di Maria SS.ma della Visitazione
Pace del Mela (Me) 22 giugno – 1 luglio 2020