Le previsioni destavano qualche preoccupazione ma, con qualche accorgimento, il programma previsto si è svolto regolarmente.

In mattinata, alla presenza delle autorità civili e militari, cerimonia per il ripristino dell’orologio del castello.

Nel pomeriggio la S. Messa, presieduta dal Direttore Provinciale, d. Terenzio Pastore cpps. All’omelia si è soffermato sul termine testimone: S. Fortunato lo è stato sino al martirio; ciascuno di noi è chiamato a esserlo nella fedeltà al Vangelo, prendendosi cura gli uni degli altri. 

A questo proposito ha ricordato come l’attenzione del Vescovo e della Provincia Italiana dei Missionari del Preziosissimo Sangue per l’isola si è concretizzata con il generoso e apprezzato servizio di d. Amaladoss Mariasusai cpps, e poi di d. Paul Ndigi, cpps e d. Showry Kolakani, cpps; attenzione che ha portato all’impegno dei confratelli del Vicariato indiano, che arriveranno nel mese di dicembre.

“Una comunità è testimone se si fa carico della proprie situazione”, ha continuato d. Terenzio, citando espressamente l’attenzione ai più giovani e al problema droga: “su un’isola, con un territorio di 60 km di circonferenza, non si può non sapere da dove arriva la droga e chi la spaccia; è il momento di unire le proprie forze e collaborare, per il bene di tutti!”.

La schiarita al termine della Messa ha permesso la tradizionale processione in mare, con lancio della corona di fiori.

La Festa, poi, è proseguita nel salone parrocchiale (invece che in piazza): una squadra di volontari ha permesso di gustare pasta, panini con salsicce e tanti dolci – tra cui non potevano mancare quelli tipici panteschi – mentre venivano ascoltate e ballate canzoni e musiche più o meno recenti.

Durante la serata un’ulteriore schiarita ha permesso lo sparo dei fuochi d’artificio e lo spettacolo delle bolle di sapone.