Per la verità, in assoluto non ce ne sono molte altre! Per usare l’espressione di PAPA FRANCESCO, qui siamo proprio “ALLA FINE DEL MONDO”; andando ancora più giù c’è solo la Patagonia e poi l’Antartide cilena … 

La Comunità dei Missionari del Preziosissimo Sangue di Purranque è a circa 1000 chilometri a sud di Santiago: il clima è più freddo, c’è moltissimo verde e migliaia di bovini al pascolo.
In questa zona ci sono tanti vulcani – almeno quattro ancora attivi -, che nel corso del tempo hanno sagomato il territorio, formando anche laghi, a volte uniti tra loro da fiumi ricchi di rapide. Un paesaggio che stupisce! 

 

Ieri P. Jorge, il Parroco, mi aveva detto che a PURRANQUE ci sono circa 20000 abitanti, oltre la metà cattolici, circa un migliaio più assidui, e che l’unica Parrocchia esistente sul territorio ha il suo centro nella Chiesa sorta sul luogo di una Cappella dedicata a S. Sebastiano, distrutta quasi completamente da un incendio circa tre anni fa. 

Oggi P. Jorge mi ha invitato a visitare la Parrocchia; ipotizzavo l’inizio di una giornata abbastanza tranquilla. L’unica difficoltà sembrava essere il maltempo: pioggia insistente, vento, e temperatura tra i 10 e i 15 gradi. E invece…

Accompagnandomi nell’edificio in costruzione mi dice che spera di terminare i lavori entro la fine del 2019. La “variabile” è la solita, anche a queste latitudini… Intanto per le funzioni religiose è stato riadattato un locale parrocchiale e le attività proseguono; la Domenica si celebra nel vicino College, unica scuola cattolica della zona, che accompagna dall’asilo all’ingresso in università.
Quando ci mettiamo in auto P. Jorge aggiunge che con l’altro Missionario, P. Claudio, vanno almeno una volta al mese nei venti centri esistenti in Parrocchia, dove le poche famiglie si radunano in Cappelle o nelle case. Visitiamo la prima, la Capilla “Preciosisima Sangre”, a pochi chilometri dalla Chiesa, poi… le distanze aumentano.


A un certo punto lasciamo la strada asfaltata e ci addentriamo in stradine in cui allo sterrato si sostituiscono tratti oggi particolarmente fangosi e talvolta c’è da superare estese pozzanghere.
Arriviamo a uno dei centri più lontani (a 55 chilometri!). Quello “record” è a 70 chilometri; per raggiungere quella Comunità c’è da guadare il fiume. Oggi proprio non si può…
Dopo il pranzo in una famiglia iniziamo il lungo ritorno, con sosta da un’anziana ammalata e da un Ministro Straordinario della Comunione.
Nel “pacchetto” sono compresi l’attenzione per oltrepassare delle placide quanto pericolose mucche che pascolano lungo il ciglio della strada, l’evitare le giocose affettuosità di un cane di taglia grande e la rimozione di due alberi sradicati dal maltempo: a uno pensiamo noi, infangandoci un po’; per l’altro, quando torniamo sulla strada asfaltata, c’è una squadra della forestale.
Dopo circa sette ore rientriamo, in tempo per la Messa delle 19. E si rivede anche il sole.
Il “tranquillo” giro della Parrocchia è terminato. È mancato solo l’incontro con il puma cileno!

L’augurio e la preghiera per questa Comunità è di poter crescere nella fede e di essere testimone in un contesto in cui, come ha detto P. Jorge, si sperimenta anche l’avventura della Missione. 

Non ho dubbi in merito. 

(Don Terenzio Pastore)