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Era più di un mese che, qui a Putignano, nella parrocchia missionaria san Filippo Neri, ci preparavamo ad accogliere questa missione popolare: si sa, la fase organizzativa è fatta di numeri, problemi da risolvere, accoglienza da trovare, pasti da preparare. Un lavoro lungo, accurato, spesso stancante, tutto sommato freddo. Ma così sono le cose degli uomini: aride, meccaniche……..finchè San Gaspare non li ha portati qui tra noi! E durante la celebrazione in Santa Maria la Greca dedicata proprio alla solennità di san Gaspare del Bufalo li abbiamo visti per la prima volta.

Lo Spirito per noi ha scelto loro; non altri, proprio loro!

La dolcissima Suor Maria, il profondo Gianluca, il tenero Don Das, l’ironicamente austero Don Mario, la carismatica Suor Anna Maria, tutti sotto la guida dell’appassionato Don Francesco Bonanno. E dopo una settimana a loro si sono aggiunti il provocatore Don Daniele ed i suoi splendidi ragazzi: il giovane seminarista Carlo, e poi Michela, Ludovica, Sara, Agostino, Vincenzo, Antonio, Luca.

Per 15 giorni la nostra comunità è stata travolta dai loro occhi pieni di luce, dai loro abbracci, dalla loro presenza, dalle loro testimonianze, dalle loro vite. Si perché la prima missione è la loro vita dedicata al Signore. La Grazia di Dio come si sa è multiforme come multiformi sono stati loro a contatto con ognuno di noi. Credo che ogni singolo membro di questa comunità abbia trovato in qualcuno di loro uno specchio veritiero in cui riguardare la propria anima, scoprirne anfratti nascosti ma trovando anche tanta tanta consolazione.

Si sono spesi in ogni modo: dalle lodi del mattino, alle visite nelle nostre case, apprezzatissime dagli ammalati, dagli affollati centri di ascolto alla provocatoria predicazione serale durante la Santa Messa, dal Gom per i più piccoli e dalle varie attività sportive destinate ai ragazzi, alla splendida testimonianza di vita che si apre alla luce del paradiso, più che alle tenebre di una festa che evoca oscurità. Dagli incontri per le giovani famiglie alle visite nelle scuole. Sono stati ponti instancabili di Misericordia nel confessionale, testimoni autentici del dolore che colpisce le nostre vite durante la Via Crucis, predicatori appassionati nella ricorrenza dei fedeli defunti, annunciatori di libertà dalle paure, nel nome di Colui che è l’unico liberatore delle nostre vite, durante la Veglia Eucaristica conclusiva della missione.

E’ stato bello averli tra noi: ospitarli, vivere la nostra quotidianità con loro, preparare per loro qualcosa di buono da mangiare, incontrarli per strada, nelle scuole. E la domanda che è sorta spontanea è stata: perché lo fanno? Perché non scegliere una vita “normale”? E’ immutato lo stupore davanti alle storie di chi viene preso per mano dal Signore per essere condotto a quel rapporto intimo, profondo ed esclusivo con Lui. Queste sono le loro vite e la testimonianza che ne hanno dato: vite irrigate dalla Grazia che sono fiorite e che consentono agli altri di fiorire.

Bisogna ammettere che per quanto la missione per definizione sia destinata a portare l’annuncio della Parola di Dio a chi ancora non l’ha ricevuto, non è stato per nulla facile coinvolgere chi è sempre reticente, pauroso o disinteressato. Credo che ogni membro di questa comunità di Putignano si sia speso ad invitare ad un centro di ascolto, a partecipare anche ad una sola Santa Messa, o a qualsiasi altra iniziativa una persona lontana, scettica, o triste e bisognosa di conforto. In alcuni casi la partecipazione c’è stata ma umanamente si nota sempre tanto disinteresse dall’esterno. Umanamente appunto, perché lo sappiamo quanto lo Spirito sia creativo, imprevedibile ed abbia tempi diversi dai nostri. Insomma noi abbiamo riempito le anfore d’acqua, adesso spetta a Lui trasformarla in vino buono!!

Ognuno di noi credo che abbia il dovere di declinare nella propria vita tutto ciò che abbiamo respirato, ascoltato, visto, gustato e fatto in questo periodo di convivenza con i missionari. Certo vorresti che non se ne andassero mai, ma se siamo capaci di far prendere forma, vita, di trasformare in opere, in parole tutto ciò che ci hanno fatto sentire col cuore, se siamo capaci di custodire, di non disperdere ma di incanalare nelle nostre vite il messaggio di quello Spirito di libertà di cui ci hanno parlato allora è vero che non se ne andranno mai!!
(Manuela Laterza)