Perché mai un giovane dovrebbe fermarsi ad ascoltare una ventina di persone che, crocifisso al collo, “invadono” il suo paese e la piazzetta dove si incontra ogni sera con gli amici? Chi saranno mai questi tizi? È presto detto: un piccolo esercito formato da tre Missionari del Preziosissimo Sangue, tre suore Adoratrici del Sangue di Cristo, due seminaristi, una famiglia missionaria, nove giovani laici, senza contare i ragazzi che hanno collaborato alle varie attività. Dal 6 al 14 ottobre una Missione Giovani cittadina ha coinvolto (sconvolto?) Mirto-Crosia e i suoi abitanti: quattro parroci hanno unito le proprie forze per far arrivare l’annuncio del Vangelo ai ragazzi e per creare di un gruppo giovani cittadino. Le visite nelle scuole, nelle case, nei negozi, il Grande Oratorio Missionario per i bambini, i tornei di calcetto e di pallavolo, la pastorale di strada nelle vie, per le piazze e per i locali del paese: in ogni gesto e in ogni parola l’obiettivo è stato quello di testimoniare la gioia dell’incontro con Cristo, un incontro che non lascia indifferenti, che non costringe né limita, ma che anzi libera davvero, che permette davvero di riconoscere, seguire, realizzare, quel desiderio di felicità e di pienezza che ogni giovane custodisce nel cuore. Un incontro “scandaloso”, che non può non mettere in discussione la persona nella sua integralità. La testimonianza dei missionari ha mostrato ai giovani l’immagine di una Chiesa “in uscita”, che non ha paura di mettersi in gioco annunciando con tutti i linguaggi possibili l’Amore infinito di Dio per ciascuno di noi. Attraverso l’incontro e l’attenzione verso ciascuno, attraverso la predicazione, le testimonianze, la musica, il teatro, e perché no, il ballo e la festa. Ma soprattutto attraverso l’incontro con il Signore nei Sacramenti, un incontro che guarisce e che dona la libertà vera, libertà dalle proprie paure, dalle proprie ferite, dai propri schemi e dai falsi idoli che incatenano a falsi desideri e ad obiettivi mediocri. Perché solo “dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà!”.
(Federico Remoli)