La festa della Madonna Addolorata e di San Gaspare del Bufalo a Campoli Appennino è qualcosa che ciascun campolese porta nel cuore e attende con ansia ogni anno. Ovunque si trovi.

Chi è San Gaspare per noi? È uno dei nostri Santi Patroni, forse quello che sentiamo più vicino. Perché, a differenza degli altri, è stato nel nostro paese, ha percorso le vie e vissuto le piazze in cui batte ancora oggi il cuore della nostra comunità. Ha respirato la nostra stessa aria, ha celebrato e predicato nella nostra bella Chiesa Parrocchiale, ha guardato e pregato la stessa Madonna che oggi guardiamo e preghiamo noi. Ha alimentato la fede di cui continuano a nutrirsi le nostre anime.

Questi pensieri si sono di nuovo affacciati alla mia mente grazie alle parole del Missionario Don Francesco Bonanno, che quest’anno è venuto a coadiuvare il nostro parroco, come sempre accade il giorno della festa dell’Addolorata e di San Gaspare. L’intervento di Don Francesco irradiava devozione per il Preziosissimo Sangue di Cristo, entusiasmo e amore per l’opera missionaria di San Gaspare da esso ispirata. Ci ha ricordato l’affetto smisurato che il Santo ha nutrito verso il popolo campolese, tanto da intercedere presso Dio per un suo giovane cittadino, guarendolo da una grave malattia. Proprio uno dei due miracoli che la Santa Sede riconobbe in funzione della sua canonizzazione, avvenuta il 12 giugno 1954.

I campolesi saranno perennemente riconoscenti a San Gaspare per la commovente processione che egli ha istituito in onore della Madonna Addolorata. La notte di ogni primo sabato di settembre, la processione prende vita dalla chiesa parrocchiale e si snoda per le vie del paese. Ci si incammina tuttora raccolti in un’atmosfera di rara solennità.
La prima parte ricorda il profondo raccoglimento del Venerdì Santo: il silenzio assoluto, le marce funebri, le penitenze scandiscono i passi fino al luogo dove sorge la croce eretta a ricordo della missione predicata da San Gaspare. Lo stesso dove il Missionario Don Francesco ci ha ammonito affinché il nostro amore fervente e riconoscente per San Gaspare non finisca con la festa, ma continui con l’impegno quotidiano e con la nostra testimonianza di fede. Amandoci e perdonandoci a vicenda.
Ed è sempre lì che il missionario incorona la Madonna. Il momento in cui le campane si sciolgono nei rintocchi a festa, la Banda intona musiche di gioia e la processione si trasforma in giubilo, per concludersi con spettacolari fuochi pirotecnici. È la seconda parte della processione e il rinnovo dell’impegno in nome della missione del nostro adorato Santo.

Gemma Mastroianni