Dal 21 al 27 settembre u.s., presso la parrocchia di Santa Maria Assunta in Lusciano (Ce) si è svolta la tradizionale Festa di San Luciano, prete e martire. Anche quest’anno, nonostante le limitazioni causate dall’emergenza sanitaria del Covid-19, è stata offerta alla comunità intera un’efficace riflessione spirituale condotta da don Francesco Bonanno, missionario del Preziosissimo Sangue di Gesù.

Pertanto, la consueta peregrinatio per le vie del paese è stata sostituita dal settenario celebrato nella Chiesa parrocchiale. In questa settimana San Luciano è stato riscoperto come il capolavoro dello Spirito santo.
Una prospettiva che ha permesso ai membri di questa parrocchia di riscoprire il dono dello Spirito come anima della Chiesa, che sostiene e vivifica il cammino della comunità cristiana, anche nel tempo di pandemia che si sta attraversando.

Lo Spirito – scrive il teologo Congar – è il “Co-istituente” della comunità cristiana, il dono lasciato da Cristo ai suoi discepoli, la persona della Trinità più vicina alla storia degli uomini che opera in essa. Quindi, l’attenzione dei partecipanti è stata condotta ai sette doni che lo Spirito effonde costantemente sulla Chiesa, madre dei santi.

Durante l’arco della settimana don Francesco durante le mattine si è dedicato alle confessioni e ai colloqui spirituali, nonché alla visita agli ammalati, ai quali ha portato il dono prezioso dell’eucaristia.
Non sono mancate, poi, occasioni d’incontro con i giovani, forse quelli più intensi per le argomentazioni trattate: una per tutte, l’importanza di volersi bene, crescere ed edificare insieme la nuova società dell’amore in cui tutti rispondono a una chiamata ben precisa per l’edificazione del Regno di Dio.
I giovani, perciò, sono stati invitati a porsi in un continuo atteggiamento di ascolto della voce dello Spirito per accogliere il dono della chiamata del Signore. Infine, il missionario ha avuto modo di incontrare anche i membri di tutti i gruppi parrocchiali, esortandoli a vivere sempre meglio nell’ambito della parrocchia, in cui ciascuno porta i propri doni e carismi, “per l’edificazione di tutto il corpo”.
Insomma, una settimana ricca di fermento spirituale che ha saputo tradurre in una vivace esperienza cristiana la devozione che la comunità di Lusciano nutre per il suo Patrono.

don Rodolfo Paoletti,
Vice Parroco di Santa Maria Assunta in Lusciano