La tradizionale processione. Quella che da alcuni anni percorre le vie vicine la chiesa del Preziosissimo Sangue in San Rocco. Un piccolo corteo formato dai fedeli e della comunità parrocchiale segue la statua di San Gaspare del Bufalo per le strade del centro cittadino, del quartiere Libertà

Si tratta di un breve percorso, animato anche dalla musica della banda. I Missionari della comunità di Bari celebrano così la festa di San Gaspare in perfetta sincronia con l’ottobre missionario. La semplice processione intende far conoscere ai cittadini, alla città che guarda ad Oriente, il carisma del Santo fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue E’ un rito di devozione, di festa che permette di uscire dalle porte della chiesa. Quella chiesa in uscita, di cui proprio i Missionari sono la testimonianza nel mondo. Eppure è fondamentale essere missionari nella propria città e iniziare ad esserlo compiendo gesti semplici e popolari come una processione. Popolare, appunto come San Gaspare, che annunciava il Vangelo per le strade. 

Don Oliviero, don Dass e il giovane viceparroco don Enzo, giunto a Bari da poco più di un mese, hanno animato con la preghiera e con le invocazioni la processione che ha percorso alcune strade che pur essendo sotto la luce della città, rappresentano delle periferie sociali ed esistenziali. 

Soprattutto l’energia di don Enzo Napoli ha provato a scuotere i fedeli e le persone che si fermavano ai bordi delle strade chiedendosi di quale processione si trattasse. Alcune strade non lontane dalla parrocchia del Preziosissimo Sangue hanno bisogno della “voce” di San Gaspare, oltre ad altre attività delle associazioni di volontariato e delle parrocchie del territorio. Il Libertà è una zona al limite tra la decadenza, e la voglia di riscatto con i suoi abitanti che non smettono di sperare. Il quartiere Libertà è il più grande di Bari e, forse, il più problematico per la devianza sociale di ogni genere, per la criminalità poco visibile, ma esistente. Sa essere una porzione di città molto vivace, la gente è molto appassionata. Probabilmente impara ad affezionarsi anche a San Gaspare. 

La processione si ferma a due tappe: il giardino Garibaldi, una delle poche aree verdi della zona in cui don Enzo ha pronunciato parole di speranza: un giardino da curare che è il nostro cuore. Può essere un paradiso se solo abbiamo la volontà di lottare la buona battaglia della fede, quella personale. 

Prima di ritornare in parrocchia la statua di San Gaspare ha sostato in piazza Risorgimento all’esterno della scuola Garibaldi, un posto spesso alle cronache per episodi di vandalismo, frequentata da ragazzi e bambini lasciati troppo spesso all’inciviltà. Qui don Enzo ha accennato al valore della Sapienza che impariamo dal gran libro del Crocifisso, che ci insegna l’arte del trasformare con Dio il male nella nostra vita in bene.  Don Dass ha pregato per le persone ammalate e per quelle sole che certamente abitano all’interno delle mura degli alti palazzi. 

Lungo la via poi, don Oliviero ha pregato affinchè il Sangue di Cristo possa entrare nelle case dove invece scorre il sangue della disoccupazione, della violenza, della criminalità. Sangue innocente e sangue sprecato si mescolano nel quartiere Libertà e solo il Sangue Preziosissimo può guarire alcune malattie. 

Ecco perché la semplicità di una processione può riportare vitalità, voglia di mettersi in gioco, di essere presenza di armonia, di relazione; può ridare un senso di rinascita, prima di tutto esistenziale, personale. Molte sono le ferite delle persone e del quartiere Libertà, ferite che incatenano la vita e grazie al Sangue di Cristo, non aspettano altro (come citava don Tonino Bello) di essere trasformate in feritoie.

Luigi Laguaragnella