Lo scorso giugno proprio nei giorni del Sacro Cuore di Gesù, la nostra Parrocchia ha celebrato la festa del Santissimo Salvatore protettore della stessa Comunità.

Vivere questa festa per la nostra parrocchia non è altro che ritrovarci e allo stesso tempo congedarci da tutte quelle attività pastorali che ci hanno coinvolto per dare quanto il Signore ci chiede, ma questa volta tutto ha avuto un significato particolare. Non possiamo dimenticare come i mesi e le settimane scorse hanno toccato profondamente la vita delle comunità cristiane, proprio per questo abbiamo tutti abbiamo sentito quel desiderio forte di voler guardare al Santissimo Salvatore e affidarci alla sua Parola.

Una festa ridotta e senza troppi orpelli o manifestazioni folkloristiche, ma sicuramente da quello che ho raccolto dai fedeli, con la sua unicità ed esclusività. A dare un carattere bello sono stati tutti gli appuntamenti vissuti con fede, semplice e desiderosa di crescere, difatti ogni operatore pastorale ha garantito il suo impegno a farsi spazio per non mancare agli appuntamenti in programma.

Molto incisiva è stata la predicazione dettata da don Francesco Bonanno missionario del Preziosissimo Sangue, invitato a trascorrere questi tre giorni nella nostra Parrocchia.

Il Signore non ha mancato di guardare questo Suo servo per abitarlo con la forza dello Spirito Santo. Dalle sue parole abbiamo appreso la certezza che il Signore non si è dimenticato di noi, che la sua misericordia è sempre pronta a cambiare il nostro cuore e a trasformarlo in una fornace d’amore, ma soprattutto dallo zelo del Predicatore abbiamo appreso come si può diventare strumenti di riconciliazione se lasciamo fare a Gesù.

È Gesù che ci cambia la vita, è il Suo cuore che dobbiamo imitare per renderci docili in vista di un cambiamento radicale, per maturare nella fede: questi sono stati alcuni rintocchi che ha sentito forte questa Comunità e così, don Francesco ha dato veramente quello che serviva a questa porzione di popolo Santo del Santissimo Salvatore, in Scicli.

Proprio in questo tempo storico di smarrimenti e di incertezze con tanta paura di ri-iniziare, Gesù si è servito della semplicità ma allo stesso tempo della schiettezza del padre missionario per venirci ancora una volta a ricordare che con ogni uno di noi c’è un patto di fedeltà che si traduce in amore donato e consumato per camminare insieme e senza paura.

Agli ammalati del quartiere, a quanti hanno chiesto il Sacramento della Confessione, a coloro che hanno partecipato a questo triduo e a noi Sacerdoti a servizio di questa comunità, attraverso Padre Francesco è arrivata quella spinta che i mesi scorsi avevano un po’ ingabbiata per riprenderci ciò che ci appartiene – ovvero la gioia del Risorto nella Chiesa e in questa Parrocchia.

Don Davide Lutri, viceparroco