Era novembre quando decisi di partire per vivere la mia prima esperienza di animazione missionaria. Aspettavo con impazienza l’arrivo del fatidico 16 marzo, cancellando ogni giorno che passava sul calendario…mi sembrava cosi di poter accelerare il tempo. E così marzo bussò alla porta e con la mia bella valigia piena di ansie, paure e insicurezze ero pronta a farmi stravolgere la vita. Sì, stravolgere la vita! Adesso provo a raccontare ciò che ho sperimentato, con la consapevolezza che un’esperienza simile non si può raccontare, ma si può solo vivere.

Ad aspettarci a Ragusa c’era Don Marco e la sua bellissima famiglia, la parrocchia del Sacro Cuore. Una famiglia grande, accogliente, generosa, ricca d’amore e di tenerezza. Noi, dodici missionari guidati dalla dolcezza e dall’amore di due sacerdoti, Don Daniele e Don Ernesto. In una settimana abbiamo provato a condividere la gioia di stare con Dio. Lo abbiamo fatto attraverso i centri d’ascolto per i più adulti, gli incontri serali per i giovani e il grande oratorio missionario per i più piccoli.

L’attività che più mi spaventava era quella di incontrare ogni mattina i ragazzi nelle proprie classi, che cosa potevo raccontargli? Come potevo stare con loro per un’ora senza annoiarli? Io, che a volte passo intere giornate nel silenzio… eppure è stata l’esperienza più bella, ho imparato come uno sguardo, una carezza, un abbraccio o una stupida faccia buffa possono guarirti, possono cambiare la tua giornata in meglio.

  • Che cos’è per te l’amore?
  • Di cosa hai paura?
  • Con chi e per cosa sei arrabbiato?

Queste tre domande, apparentemente semplici, ma in realtà molto intime e profonde. Sono quelle che hanno scavato il cuore dei ragazzi che hanno deciso di venire agli incontri serali e di lasciarsi trovare da Dio. Ma in primis queste domande hanno interrogato me e la mia fede, e proprio quando mi sentivo abbandonata e gli occhi mi si riempivano di lacrime, alle orecchie del mio cuore risuonavano le parole “Don’t give up, because you are loved” (Non arrenderti perché sei amata).

Il momento più intimo e forte è stata la veglia eucaristica del sabato sera, momento in cui tutta la comunità con grande commozione si è raccolta per parlare cuore a cuore con Gesù. Fermarsi davanti al Signore, per me, è stata una tappa fondamentale che ha alleviato tutte le fatiche della settimana.

Non poteva esserci modo migliore di chiudere la mia prima esperienza di animazione missionaria se non lasciandomi stringere dal Suo abbraccio e avere la possibilità di dirGli, così da vicino, “GRAZIE!”.

Miriam

Settimana di Animazione Missionaria

Ragusa, 16-24 Marzo