Sabato 16 marzo, a San Teodoro inizia la seconda settimana della missione Popolare con l’arrivo di giovani missionari  del Preziosissimo Sangue: laici, seminaristi e il grande Don Flavio.

Nessuno li conosceva, eppure nell’aria si sentiva già parlare di loro. Hanno aperto la settimana dei giovani con l’Holy Color, per la prima volta fatto a San Teodoro, facendo divertire piccoli e grandi; cogliendo l’occasione per presentarsi e invitare i ragazzi più grandi a partecipare agli incontri previsti per la settimana a seguire.

E così anche domenica 17, dopo la Santa Messa del mattino sono riusciti a stupire tutti a cominciare dai più piccoli, con una grande festa con i palloncini, mascotte, musica e balli, invitando tutti i più piccoli ai G. O. M.(al Grande Oratorio Missionario) tutti i pomeriggi a seguire.

È stato bellissimo vedere lo stupore di tutti; uno dei commenti più divertenti è stato quello: “oh che fighi, chi erano i ballerini vestiti da preti fuori dalla chiesa?”

Ma questi erano solo i primi due biglietti da visita per tutta la settimana missionaria.

Lunedì 18 si inizia la giornata con le Lodi Mattutine e a seguire, Don Flavio, i missionari giovani e missionari laici a fare un incontro di presentazione presso le scuole medie del paese. I ragazzi continuano ad entusiasmarsi e garantendo la loro presenza già nel primo pomeriggio.

Finalmente siamo al pomeriggio, con il primo G.O.M. che vedeva coinvolti tutti, dai bambini ai ragazzi più grandi che aiutavano i missionari laici a far divertire i bambini.

Un grande aiuto si è avuto dalla “squadra” delle mamme, che per una settimana intera si sono dedicate a preparare le merende per tutti, stupendoci ogni giorno con prelibatezze e amore.

E così per l’intera settimana, giorno per giorno cresceva sempre di più la partecipazione, l’interesse ma soprattutto l’unione. Non ci ha fermato niente, nemmeno il tempo ballerino.

Un ringraziamento speciale va anche all’Atletica San Teodoro e alla Speedy Sport che con grande entusiasmo, in uno di questi pomeriggi ha supportato i giovani missionari, animando la piazza con varie attività e giochi, coinvolgendo davvero tutti.

Per i ragazzi più grandi, dai 13 anni in sù, erano  dedicati gli incontri serali, sviluppati in un percorso intenso e avvincente di tre serate. Incontri forti ma soprattutto veri che hanno toccato il cuore di molti.

Anche in questo caso le presenze sono aumentate serata dopo serata, un po’ per il passaparola ma anche per il continuo lavoro dei missionari laici che incessantemente hanno continuato a girare per le vie del paese, nelle scuole, nei locali e sui pullman invitando i ragazzi a partecipare e facendo una vera e propria pastorale di strada.

In queste serate riservate agli adolescenti, così come cresceva il numero dei partecipanti allo stesso modo aumentava il pathos e l’accoglienza emotiva dei giovani verso ciò che captavano attraverso tutti i loro sensi, suscitando reazioni diverse in ognuno di loro, anche alla luce delle testimonianze crude ma reali dei Missionari laici. Testimonianze che hanno fatto breccia nei loro cuori.

Storie davvero toccanti dal bullismo, all’abuso sessuale, alle violenze domestiche ,ai disturbi alimentari, alle varie dipendenze di alcool, droghe, gioco d’azzardo, ansie, attacchi di panico, troppe aspettative dei genitori, incomprensioni in famiglia, famiglie separate o in crisi. Ognuna di queste serate si concludeva con un “segno”: il primo un braccialetto rosso, chi sceglieva di voler prendere, decideva di voler far parte di del GRUPPO che si stava creando;

La seconda sera, all’ingresso ci veniva consegnato un sassolino.

Lo svolgimento della serata è stato un racconto forse ancora più forte, duro, crudo di come la società usa ognuno di noi. Dove ognuno di noi è svuotato del proprio “IO” per conformarsi al volere degli altri, al volere dei nostri amici, al volere delle nostre famiglie, al volere del nostro compagno, dei nostri cari, della società dell’essere e del conformismo.

Ci viene rappresentato un mondo, una realtà, una ragazza legata in tutti i suoi arti, e strattonata da soggetti che rappresentano le persone a noi più care ( genitori, amici, compagni di scuola, di sport…) che pensano anche di fare il nostro bene; ma che in realtà ci snaturano, da noi stessi.

Alla fine dell’incontro, ci ritroviamo davanti alla Croce a fare una scelta: decidere di lasciare quel sassolino, ricevuto all’ingresso, ai  piedi della Croce e decidere di camminare insieme, scambiandosi un abbraccio con la A maiuscola, Oppure decidere di tenerselo e andarsene. Quante lacrimeee….!  Lacrime di gioia, lacrime positive, la serata ha ridestato il loro modo di pensare, di vedere le cose, di amarsi. E allo stesso modo traspariva la loro sete di essere amati incondizionatamente

Ma il clou è stata l’ultima serata: mercoledì 20, dove si concludevano gli incontri serali dei giovani, e stavolta in una sede particolare, la chiesa di San Teodoro, dove già per l’orario di inizio, i giovani teodorini aspettavano impazienti di entrare per continuare in quel percorso sensoriale di emozioni iniziato solo due sere prima.

Una volta entrati, vi erano tanti giovani che non bastavano i posti a sedere e la cosa bella è che alcuni di questi, forse non avevano mai messo piede in una chiesa.

Anche in questo terzo incontro, vengono messi a dura prova i 5 sensi dei presenti, catapultati dalle ulteriori testimonianze dei missionari laici e dalle fortissime parole pronunciate da Don Flavio.

L’effetto “rottura” si ha con l’ingresso del Santissimo; ognuno posto davanti alla scelta libera di accettare l’amore incondizionato e puro del Signore. Non più condizionati da altri fattori, ma LIBERI. In quel momento si poteva toccare con mano il dolore, allo stesso la liberazione quasi come un esorcismo.

Ma cosa è successo in questi pochi giorni? Come è stato possibile tutto ciò? Come ci sono riusciti?

Fanno sorridere le diverse affermazioni, le domande dei ragazzi del tipo:” Com’è possibile che questi ragazzi missionari laici così fighi, vadano in chiesa con piacere? Perché hanno così tanta voglia di pregare?”

Che cosa hanno di speciale questi ragazzi?!

La risposta è facile… sono trasparenti, semplici, autentici, non indossano maschere, hanno Dio nel  loro cuore. Cercano di trasmettere ciò che loro hanno già avuto la capacità di scoprire.

Molti davanti a loro sono crollati, perché in ognuno di loro rivedevano se stessi, le stesse situazioni familiari, gli stessi ostacoli, gli stessi dubbi e incertezze, gli stessi incubi, le stesse paure, gli stessi dolori, lo stesso buio, eppure in ognuno di loro, nonostante tutto, si respirava la gioia, quella vera.

Questi ragazzi sono dei missionari, perché hanno scelto di rispondere ad una chiamata. Loro hanno incontrato Gesù.

Loro ce l’hanno mostrato, facendocelo vedere ma anche toccare. Vi chiederete come?

Attraverso i loro sorrisi, gli sguardi, i loro abbracci, una semplice parola. Ma badate bene, che Gesù non era assente prima del loro arrivo, è sempre stato qui tra noi, solo che eravamo tutti presi da altro, per poter capire che grandi cose può fare per noi, se solo lo accogliessimo con il cuore aperto.

Questo paese aveva davvero bisogno di una missione popolare. Dobbiamo dire grazie ai Missionari del Preziosissimo Sangue di Gesù e soprattutto al nostro parroco Don Alessandro che ha ascoltato il forte bisogno di aiuto di questo paese volendo fortemente questa missione.

Grazie di vero cuore; in particolar modo da parte dei giovani che ad oggi, grazie a Dio, sembrano continuare il cammino iniziato 10 giorni fa.