È trascorso un anno e il popolo di Moiano, e non solo, è nuovamente desideroso di intraprendere il cammino che lo guiderà all’otto settembre, la giornata della festa più sentita e suggestiva, dedicata alla Madonna della Libera.

Un anno particolare e un periodo pieno di incertezze che si sono sciolte con la lettera del parroco don Iosif Varga, con la quale invitava il popolo di Moiano a vivere la festa in maniera molto più interiore e silenziosa e raccomandava, per evitare assembramenti e nuovi contagi, di seguire le normative anticovid-19 del governo e della Conferenza Episcopale, che non hanno permesso le manifestazioni civili in piazza e nemmeno la grande e sentita processione con la Madonna della Libera per le strade del paese.

L’unico gesto a livello civile, sempre rispettando le normativa, è stato quello dell’apposizione della targa a conclusione dei lavori di restauro del campanile e della facciata concava, eseguiti a duecento anni dalla sua realizzazione, per volontà del parroco don Iosif Varga, con il contributo dei fedeli, unitamente al finanziamento della Conferenza Episcopale Italiana, che hanno riportato la chiesa di San Pietro apostolo alla sua antica bellezza.

Trenta agosto… il segnale dei colpi alle cinque del mattino ricordano l’inizio del novenario e si mescolano un insieme di sensazioni ed emozioni: il ricordo di suoni, luci, colori, odori di una festa degli anni scorsi che coinvolgeva tutto il paese in una frenetica preparazione; le sensazioni di quest’anno suscitate dal richiamo alla partecipazione in chiesa, dalle bandierine che hanno ornato il cammino verso la Madonna, dai colori della chiesa tornata al suo antico splendore, dal servizio d’ordine e di igienizzazione curato da volontari che hanno fatto sì che tutto fosse pronto e si svolgesse serenamente, dal coro che ha accompagnato il novenario, dall’odore dell’incenso e dalle preghiere silenziose, animate, personali e comunitarie, dalle celebrazioni curate nei minimi particolari, dalla presenza dei parroci della Forania e di quelli originari di Moiano fino alla possibilità di seguire le celebrazioni sui social permettendo anche a coloro che non hanno potuto partecipare direttamente, di assaporare un po’ di questo clima di festa.

L’atmosfera si è andata man mano scaldando, i ricordi e tutti quei particolari veri della festa della Madonna della Libera hanno ripreso vita. Il popolo si è lasciato coinvolgere da Don Francesco Bonanno, della Congregazione del preziosissimo Sangue, che con la sua passione ed il suo entusiasmo ha reso il novenario appassionante ed emozionante. Don Francesco ci ha guidati con le sue riflessioni lungo un percorso per capire “Come ha fatto Maria Santissima a perseverare nel suo sì”.

Con il popolo di Moiano don Francesco ha “portato giù dal piedistallo” Maria perché fosse nostra compagna di viaggio, perché camminassimo con lei e ci lasciassimo portare per mano. Un viaggio che ha avuto inizio guardando la vita di Maria che, nonostante tutto, ha vissuto sempre con gioia perché si è appoggiata completamente a Dio; contemplando la bellezza del saluto a Maria piena di grazia, piena di gioia, una gioia che non è passeggera, ma innestata nel Signore che è sempre dalla sua parte; accarezzando Maria turbata e impaurita, ma rincuorata dall’Angelo con una rassicurazione vera e profonda che porta per tutta la vita. Quando Dio entra nella nostra vita l’ordinario diventa straordinario e nulla è impossibile a Dio se ci mettiamo nelle sue mani.

Siamo così arrivati alla vigilia della festa con le confessioni, il voto alla Madonna che il parroco ha compiuto “al posto dei suoi parrocchiani” e la serenata alla Madonna tra canti popolari e tradizionali in un’unione di voci che hanno creato un’atmosfera suggestiva e commovente.

L’otto settembre, il giorno della Natività di Maria, inizia con la celebrazione delle sei già colma di fedeli; la messa celebrata dal nostro vescovo don Mimmo Battaglia carica di emozioni; le forti emozioni provate ancora con la discesa della Madonna e la possibilità di guardarla negli occhi come ogni anno, anche senza poterla toccare; negli occhi dei fedeli lo stesso sentimento di devozione e commozione, forse ancora più forte perché, nonostante tutte le difficoltà e tutte le restrizioni, lei è sempre vicina; i momenti di preghiera guidati dai gruppi parrocchiali; le melodie di Maria per le strade del paese; la consacrazione di affidamento a Madonna come comunità fatta l’anno scorso e ripetuta; una folla continua, ordinata e silenziosa anche il giorno nove, che è venuta a Moiano per salutare la Madonna nera; la giornata del Ringraziamento; la supplica alla Madonna della Libera con la presenza del Vicario generale don Antonio Di Meo.

La festa della Madonna della Libera si è così conclusa, ma rimane vivo l’invito di don Francesco a compiere almeno una delle reali beatitudini di Maria che ha creduto all’inizio, che ha mantenuto fedeltà al suo sì ogni giorno, che ha custodito integro nel suo cuore l’annuncio dell’Angelo e ogni successiva parola di Dio e che è stata donna di preghiera.

L’augurio è di essere come Maria educati e perseveranti nella quotidianità, ricominciare adesso la quotidianità e la perseveranza nella preghiera.

Graziella Massaro