L’ESPERIENZA MISSIONARIA-ESTIVA DELLA COMUNITA’ DI GIAMMORO


Raccontare la propria esperienza di fede e di vita non è mai facile, soprattutto per un giovane sacerdote-parroco chiamato, in questi tempi così particolari e controversi, ad accompagnare la sua comunità parrocchiale all’incontro con il Signore Risorto.

La Comunità di Giammoro, che già nel 2013 aveva conosciuto un prezioso ed intenso momento di missione popolare in occasione dell’Ordinazione Sacerdotale di un suo figlio, don Francesco Bonanno C.PP.S., ha avuto la grazia di gioire, ancora una volta, del ministero sacerdotale e missionario di d. Francesco, con il quale, già da tempo, meditavamo sulla possibilità di proporre alla Comunità Giammorese un’esperienza missionaria.

Nei mesi di luglio e di agosto, dunque, non sono mancate le tante occasioni per evangelizzare ed annunziare che anche in tempo di Coronavirus si può essere santi e discepoli del Signore: l’esperienza del Grest, breve ma intensa per “fare nuove tutte le cose”; i 3 incontri di catechesi/preghiera proposti in modo speciale per i ragazzi e giovani, ma aperti a tutta la Comunità per ricordare a tutti che “bisogna farsi santi”; la preparazione remota alla Festa estiva della Madonna del Rosario, patrona di Giammoro, attraverso le Celebrazioni nelle varie zone del paese; la predicazione della Novena e l’animazione della Veglia mariana del venerdì della Festa hanno infine concluso questo tempo di grazia.

Un tempo intenso, dunque, dove, come pastore in continuo discernimento sulle sfide pastorali odierne, ho potuto comprendere meglio e sperimentare lo stile missionario con cui d. Francesco e la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue cercano di annunciare e portare a tutti la gioia del Signore Risorto. Provo a sintetizzare con due parole quanto vissuto: semplicità e attualità.

Semplicità perché questa esperienza, così come la predicazione di cui abbiamo goduto, cercava ogni volta di leggere la vita e il reale con la massima semplicità di mente e di cuore, rispondendo in maniera quasi provocatoria alle tante parole e alla complessità dei fatti che per ora ci toccano e ci riguardano in maniera più o meno diretta. Il linguaggio quindi è stato semplice, ma intenso e disarmante, lasciando lo spazio, almeno credo, alla meditazione e alla preghiera, riscaldando il cuore e preparandolo così a fare esperienza del Suo Amore che libera, guarisce e salva.

Attualità: sì! Anche questa nostra esperienza, così come d. Francesco l’ha proposta alla nostra Comunità, ha sempre avuto come punto di riferimento la vita quotidiana, quella “normale” di ogni persona, di ogni giorno, al contempo delicata e difficile della nostra gente, dai più piccoli ai più grandi. Non sono mancate le battute colorate e vivaci, gli esempi tratti dalla vita di ogni giorno e i “botta e risposta” simpatici con ogni persona e con l’assemblea durante le Celebrazioni, i fuoriscena non troppo improvvisati che, in modo speciale per i giovani, cercavano di tenere desta l’attenzione, colpendo diritto al cuore. Il linguaggio quindi attuale, spesso volutamente provocatorio, ha cercato di fare breccia nel cuore e nell’animo dei nostri ragazzi e giovani, i più interessati e sensibili, oggi, a farsi accompagnare alla scoperta della loro identità di figli di Dio e quindi capaci, in quanto figli, di vivere la santità oggi: proprio tu, fatti santo! (Il titolo del cammino proposto per i ragazzi e giovani scandito in tre tappe nel mese di agosto).

Semplicità e attualità: gioia! Credo che l’esperienza della gioia, frutto appunto della semplicità e dell’attualità, sarà ancora una volta il ricordo più bello ed emozionante che questo tempo estivo-missionario ha lasciato nel cuore della nostra Comunità. Quella gioia scaturita dall’incontro con il Signore nella Messa e negli incontri/preghiera, che ha certamente rianimato chi si è lasciato toccare il cuore dal Signore e che diventa impegno per questa Comunità per ripartire ogni giorno, in maniera sempre nuova, andando incontro ad ogni fratello e sorella che rimane indifferente alla fede e alla gioia che contagia il mondo.

Grazie a d. Francesco, allora, perché, con la sua semplice, attuale e gioiosa testimonianza di vita  e carisma sacerdotale si è fatto strumento del Signore, ricordandoci che proprio noi dobbiamo farci santi e che Giammoro, come ogni Comunità Parrocchiale, potrà ripartire e rinnovarsi solo se, con coraggio e convinzione, annuncerà a tutti la gioia, la bellezza e la speranza del Cristo Risorto.

Don Michele W. Chiofalo