La piccola comunità di Parolise festeggia da 169 anni la prima domenica di luglio, la festa patronale dedicata al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, nel gergo locale detta “la Festa del Sangue sparso”. È stato presente in mezzo a noi don Francesco Bonanno, Missionario del Preziosissimo Sangue, il quale, durante il triduo ci ha rivolto delle parole che ci hanno spinto a fare delle riflessioni e cercare il vero significato tanto della nostra festa patronale quanto dell’essere cristiani.

Il sangue di Cristo sparso ha reso possibile la pace! Il Signore si è incarnato e si è fatto crocifiggere perché ha ascoltato il grido delle nostre preghiere! Nessun genitore farebbe sacrificare la vita dei propri figli per gli altri, ma il Padre ci ha donato suo figlio per amore! Nei periodi bui della nostra vita, spesso ci arrendiamo e pensiamo che sia il Signore che ci vuole punire, ma non è così, perché Gesù è assetato del nostro amore ha dato la sua vita per noi, non ci punisce, ma ci ama come solo Lui sa fare: incondizionatamente! queste sono solo alcune delle espressioni che hanno risuonato, sarebbe più opportuno dire che d. Francesco ha tuonato, all’interno della nostra Chiesa parrocchiale, risvegliandoci da quel torpore spirituale che sempre sta in agguato e minaccia la nostra vita cristiana.

Siamo anche stati invitati a chiedere sempre aiuto al Signore e ad affidarci a Lui gettandoci tra le Sue braccia sempre poiché è il Padre Misericordioso che ci vuole bene e ci perdona. Don Francesco ha detto che per redimerci e salvarci bisogna unire il sangue di noi peccatori con quello del Redentore. Bisogna tramandare alle generazioni future il vero significato della festa, non solo quella civile con le luci, la musica, il cantante e la banda musicale (che sono cose buone ma che non hanno sortito la nostra Salvezza), ma soprattutto puntare sulla dimensione religiosa.

Infine, il padre missionario ci ha richiamato alla missione di ogni battezzato, ossia la cosa più importante che un cristiano deve fare è spronare le coscienze, non importa se saremo ascoltati, ma l’importante è averci provato, così in un futuro quando saremo davanti al Signore e ci chiederà “cosa hai fatto nella vita terrena per Me?” almeno potremo dire di aver provato a portare il lieto annuncio ad un amico, ad una amica, un parente sempre tanto impegnati nel preparare il pranzo domenicale, lavorare la terra o ad accompagnare i figli in giro, ma poco disponibili a dedicare del tempo a Colui che per noi ha donato tutto il suo Preziosissimo Sangue

 

Luciana Gambale, catechista
Triduo in onore del Prez.mo Sangue – Parolise (AV), 3-6 luglio 2019