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Davide, un giovanissimo calciatore anno 2007 con l’idea fissa di tutti i ragazzini che hanno il calcio nelle vene e che inseguono il loro “grande sogno”, sin da piccolo si è sempre domandato dove andavano a finire tutte le sue scarpe da calcio che non entravano più ai suoi piedi ma, che per ricordo, avrebbe voluto conservarsi per sempre e gelosamente, fino a che, un giorno, vedendo un documentario dove una manciata di ragazzini che, come lui, correvano dietro un pallone divertendosi, ma senza un completo e soprattutto scalzi a piedi nudi che prendevano a calci un pallone rovinato o fatto di pezze, su un terreno pietroso e pieno di rifiuti, gli è venuta la folgorazione di regalare tutto ciò che aveva di suo e che non utilizzava più abbandonando immediatamente l’idea di annoverare fra i suoi “trofei” le maglie con i nomi dei campioni o le scarpe più tecniche.

Era scattata in lui l’idea di poter far felici quei ragazzini regalando scarpini e completi e così ha voluto subito coinvolgere tutti i suoi amici di club e il suo mister, il prof. Franco Ricciardi presidente della ASD WONDERFUL di Bari, che ha sposato immediatamente l’idea e l’iniziativa.

Così, volando subito con il suo pensiero in quelle terre sottosviluppate, ancora oggi martorizzate da guerra, carestie, pestilenze, ha cercato tramite don Oliviero missionario cpps e parroco della nostra parrocchia del Preziosissimo Sangue in San Rocco di Bari, un gancio per poter arrivare a queste comunità.

Don Oliviero ha interpellato a sua volta il Direttore Provinciale dei missionari, don Terenzio Pastore, il quale ha istantaneamente ed automaticamente rivolto il suo pensiero alla missione in Tanzania ed all’iniziativa “Un campo per Carmelo”, iniziativa promossa dalla Congregazione dei Missionari in memoria dell’ex calciatore Carmelo Imbriani (sportivo conosciuto anche dal direttore della ASD Wonderful sig. Alberto Fracchiolla, nei tempi in cui militava nel Napoli e nel Benevento ), che prevede, fra l’altro, la costruzione di un campo di calcio adiacente la missione di Itigi nel distretto di Singida, ove poter far convogliare tutto l’abbigliamento sportivo a favore dei ragazzi più sfortunati.

Nel corso degli auguri di Natale 2018, l’ASD Wonderful ha diramato l’appello a tutti gli iscritti della società, chiedendo a tutte le famiglie di portare i capi di abbigliamento sportivo e le scarpe da calcio non più utilizzate da devolvere in beneficenza a questi nostri fratelli lontani, i quali hanno immediatamente risposto riempendo i magazzini della società con pantaloncini, maglie di tutte le taglie e di tante squadre, tute, calzettoni, guanti da portiere, giubbotti, un arsenale da guerra del calcio!

L’incontro del 6 aprile, durante il quale si è consegnato parte della raccolta dell’abbigliamento sportivo, è stato un colpo di fulmine fra il presidente della Wonderful mr. Ricciardi e don Terenzio Pastore, che si è dimostrato preparatissimo in materia di calcio giocato e non, stupendo anche gli addetti ai lavori e sorprendendo tutti i ragazzini che non si aspettavano una preparazione simile da parte di un missionario, siamo rimasti affascinati dal suo sapere sportivo.

E così il prof. Franco Ricciardi dopo aver firmato il “patto” di beneficenza a favore della Tanzania e con l’emozione a mille, ha dichiarato espressamente che “il calcio non ha confini” e di voler portare a questi ragazzi oltre l’abbigliamento, anche la sua tecnica e preparazione attraverso una settimana di camp sportivo a Itigi o, diversamente, una settimana di “studio” per i bambini africani presso il centro sportivo Wonderful, accolti dal nostro piccolo grande ambasciatore Davide Pisani.

Davide ha anche affermato, dopo aver preso spunto da un’altra piccola ambasciatrice della salvaguardia della terra, Greta, che la beneficenza di tali indumenti porta beneficio anche al nostro pianeta perché non riempiamo le discariche di abiti usati. La nostra speranza è che un giorno il mondo possa essere un unico verde campo di calcio, dove tutti possano giocare, alla barba di tutte le guerre, le violenze, i soprusi, le mafie, il terrorismo e le intolleranze fra popoli e si possa parlare un’unica lingua che unisce e non divide, il calcio.

(Angela, mamma di Davide)