Rito di benedizione della Veste Talare

Da farsi nella Liturgia delle Ore previa la celebrazione del rito di Ammissione

 

40. Il seminarista candidato all’ammissione agli ordini sacri prende posto nei primi banchi insieme ai propri genitori.

41. Dopo la lettura breve e il responsorio, il celebrante si reca davanti all’Altare. Il seminarista candidato, con i genitori che tengono in mano la veste talare e la cotta piegate, si presenta davanti al celebrante e si dispongono davanti all’altare.

Il celebrante dice:

Come il Figlio di Dio nel suo immenso amore per noi si è
incarnato per salvarci, rivestendosi di un corpo mortale, così il
Candidato al Diaconato e al Presbiterato veste l’abito dei
ministri di Cristo, preparandosi ad annunciare il Salvatore a
tutti gli uomini. Da questo intimo legame che si stabilisce tra
Cristo ed il chiamato nasce l’impegno, manifestato nell’abito
che riceve, di prolungare nel tempo e nello spazio l’opera del
Signore. Ed è su questo impegno che la Chiesa fa scendere la
sua benedizione.

BENEDIZIONE DELL’ABITO TALARE

Celebrante:

Signore Gesù Cristo che hai voluto vestirti della natura
umana, ascolta la nostra preghiera e diffondi su questo abito
la Tua ? benedizione, perché la tua grazia lo purifichi e lo
benedica.

42. Il celebrante consegna al seminarista la talare e la cotta ricevendola dai genitori e dice:

Il Signore ti spogli dell’uomo vecchio e delle sue opere e ti
rivesta dell’uomo nuovo che è stato creato da Dio, secondo
giustizia e santità vera.

43. Dopo, prosegue come al solito.

LITURGIA DELL’AMMISSIONE

OMELIA ED ESORTAZIONE

44. Dopo la proclamazione del Vangelo, il Direttore Provinciale si porta alla sede preparata per lui e tiene l’omelia.

Quindi, seduto, si rivolge ai fedeli con queste parole o con altre simili:

Carissimi, è oggi davanti all’assemblea del popolo di Dio un
nostro fratello, che chiede di essere ammesso tra i candidati
al sacramento dell’Ordine.

Gesù ha detto: pregate il padrone della messe, perché mandi
operai nella sua messe. Corrispondendo alla sollecitudine del
Signore e alla necessità della Chiesa, questo fratello è pronto
ad accogliere la divina chiamata con le parole del profeta:
Eccomi, manda me. Con l’aiuto di Dio e la nostra unanime
preghiera lui confida di essere fedele alla sua vocazione.

La chiamata del Signore si riconosce e si giudica attraverso i
segni con i quali Dio manifesta nel tempo la sua volontà a
uomini saggi e prudenti.

Il Signore non lascia mancare la sua ispirazione e la sua grazia
a coloro che chiama a partecipare al sacerdozio gerarchico di
Cristo, mentre affida a noi il compito di discernere l’idoneità
dei candidati. Riconosciuta l’autenticità della chiamata, si
potrà consacrarlo con il particolare sigillo dello Spirito Santo
al servizio di Dio e della Chiesa. Con il sacramento dell’Ordine
sarà abilitato a continuare la missione salvifica compiuta dal
Cristo nel mondo.

A suo tempo, associato al nostro ministero, lui servirà la
Chiesa e con la Parola e i Sacramenti edificherà le comunità
alle quali sarà mandato.

E ora ci rivolgiamo a te, figlio carissimo, che hai già iniziato il
cammino della formazione per imparare a vivere secondo
l’insegnamento del Vangelo, perché, consolidato nella fede,
speranza e carità, cresca nello spirito di orazione e nello zelo
apostolico, per guadagnare a Cristo tutti gli uomini.

E ormai giunto il momento di rendere noto il tuo desiderio di
dedicarti al servizio di Dio e del suo popolo, perché venga
ratificato dalla santa Chiesa.

Da questo giorno tu devi coltivare a fondo la tua vocazione,
avvalendoti soprattutto di quei mezzi che la comunità eccle-
siale a ciò deputata mette a tua disposizione.

Noi tutti, confidando nel Signore, ti aiuteremo con la
preghiera e con la carità fraterna.

E quando ora sarai chiamato per nome, avvicinati e manifesta
davanti a questa assemblea il tuo proposito.

Dopo l’esortazione si fa un breve silenzio.

PRESENTAZIONE

45. Il diacono o il presbitero incaricato chiama l’aspirante per nome. L’ aspirante risponde:

Eccomi.

e si avvicina al Direttore Provinciale facendogli la debita riverenza.

INTERROGAZIONI

46. Il Direttore Provinciale si rivolge all’aspirante con queste parole o con altre simili:

Direttore Provinciale:

Figlio carissimo, i pastori e i maestri responsabili della tua
formazione e tutti coloro che ti conoscono hanno dato di te una
buona testimonianza e noi la riceviamo con fiducia.

L’aspirante risponde:

Sì, lo voglio.

Direttore Provinciale:

Vuoi impegnarti nella formazione spirituale
per divenire fedele ministro di Cristo
e del suo corpo, che é la Chiesa?

Aspirante:

Sì, lo voglio.

Direttore Provinciale:

La Chiesa accoglie con gioia il tuo proposito.
Dio che ha iniziato in te la sua opera,
la porti a compimento.

Tutti:
Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI E BENEDIZIONE

47. Tutti si alzano e il Direttore Provinciale, invita i fedeli alla preghiera con queste parole o con altre simili:

Fratelli carissimi,
supplichiamo il Signore, nostro Dio,
perché effonda la grazia della sua benedizione
su questo suo fedele
che aspira a consacrarsi al servizio della Chiesa.

48. Il diacono o un altro ministro idoneo propone queste intenzioni o altre più adatte alla  circostanza.
I presenti rispondono con l’invocazione seguente o con un’altra simile:

R. Ascoltaci, Signore.

–     Perché questo nostro fratello
aderisca più strettamente a Cristo
e gli renda valida testimonianza nel mondo, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

–     Perché nel fedele ascolto dello Spirito Santo
sappia fare proprie
le angosce e le speranze del mondo, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

–     Perché un giorno come ministro della Chiesa
possa confermare nella fede i propri fratelli
e riunirli intorno alla mensa della parola
e del pane di vita, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

–      Perché il Signore mandi operai nella sua messe
e li colmi con il dono del suo Spirito, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

–      Perché la giustizia e la pace
regnino su tutta la terra, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

–      Perché i nostri fratelli
che sono nella prova e nella sofferenza,
in virtù della passione di Cristo di cui sono partecipi,
ottengano libertà e salute, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

49. Dopo una breve preghiera in silenzio il Direttore Provinciale prosegue:

Ascolta, Padre santo, la nostra preghiera,
e nella tua bontà benedici ? questo tuo figlio
che desidera consacrarsi come ministro della Chiesa
al servizio tuo e del popolo cristiano;
concedi a lui di perseverare nella vocazione,
perché intimamente unito a Cristo sommo sacerdote
diventi autentico apostolo del Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.

Tutti:
Amen.

Oppure:

Concedi, Signore, a questo tuo figlio
di conoscere e vivere in tutta la pienezza
il mistero del tuo amore.
Fa’ che si prepari con animo generoso
ad esercitare il santo ministero nella Chiesa,
perché, mossi dallo spirito di carità,
lavori con entusiasmo
per la salvezza dei fratelli
a gloria del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.

Tutti:
Amen.

RITI ESPLICATIVI

50. Tutti siedono, l’ammesso si reca in un luogo preparato in Chiesa e, aiutato da un ministro incaricato, indossa la veste talare con la cotta. Intanto si esegue un canto adatto.

51. Finito il canto e ritornato all’altare, l’ammesso riceve il segno di pace dal Direttore Provinciale.

RITI SEGUENTI

52. Quindi, se è prescritto, si dice il Credo, dopo il quale la Messa prosegue dal rito della presentazione dei doni come al solito.

53. Possono ricevere la comunione sotto le due specie, oltre a coloro che sono stati ammessi, anche i loro genitori e parenti e, a giudizio Direttore Provinciale, tutti i presenti alla celebrazione.

Rito di benedizione della Veste Talare

Da farsi nella Liturgia delle Ore previa la celebrazione del rito di Ammissione

40. Il seminarista candidato all’ammissione agli ordini sacri prende posto nei primi banchi insieme ai propri genitori.

41. Dopo la lettura breve e il responsorio, il celebrante si reca davanti all’Altare. Il seminarista candidato, con i genitori che tengono in mano la veste talare e la cotta piegate, si presenta davanti al celebrante e si dispongono davanti all’altare.

Il celebrante dice:

Come il Figlio di Dio nel suo immenso amore per noi si è incarnato per salvarci, rivestendosi di un corpo mortale, così il Candidato al Diaconato e al Presbiterato veste l’abito dei ministri di Cristo, preparandosi ad annunciare il Salvatore a tutti gli uomini. Da questo intimo legame che si stabilisce tra Cristo ed il chiamato nasce l’impegno, manifestato nell’abito che riceve, di prolungare nel tempo e nello spazio l’opera del Signore. Ed è su questo impegno che la Chiesa fa scendere la sua benedizione.

BENEDIZIONE DELL’ABITO TALARE

Celebrante:

Signore Gesù Cristo che hai voluto vestirti della natura umana, ascolta la nostra preghiera e diffondi su questo abito la Tua ? benedizione, perché la tua grazia lo purifichi e lo benedica.

42. Il celebrante consegna al seminarista la talare e la cotta ricevendola dai genitori e dice:

Il Signore ti spogli dell’uomo vecchio e delle sue opere e ti rivesta dell’uomo nuovo che è stato creato da Dio, secondo giustizia e santità vera.

43. Dopo, prosegue come al solito.

LITURGIA DELL’AMMISSIONE

OMELIA ED ESORTAZIONE

44. Dopo la proclamazione del Vangelo, il Direttore Provinciale si porta alla sede preparata per lui e tiene l’omelia.

Quindi, seduto, si rivolge ai fedeli con queste parole o con altre simili:

Carissimi, è oggi davanti all’assemblea del popolo di Dio un nostro fratello, che chiede di essere ammesso tra i candidati al sacramento dell’Ordine.

Gesù ha detto: pregate il padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe. Corrispondendo alla sollecitudine del Signore e alla necessità della Chiesa, questo fratello è pronto ad accogliere la divina chiamata con le parole del profeta:
Eccomi, manda me. Con l’aiuto di Dio e la nostra unanime preghiera lui confida di essere fedele alla sua vocazione.

La chiamata del Signore si riconosce e si giudica attraverso i segni con i quali Dio manifesta nel tempo la sua volontà a uomini saggi e prudenti.

Il Signore non lascia mancare la sua ispirazione e la sua grazia a coloro che chiama a partecipare al sacerdozio gerarchico di Cristo, mentre affida a noi il compito di discernere l’idoneità dei candidati. Riconosciuta l’autenticità della chiamata, si potrà consacrarlo con il particolare sigillo dello Spirito Santo al servizio di Dio e della Chiesa. Con il sacramento dell’Ordine sarà abilitato a continuare la missione salvifica compiuta dal Cristo nel mondo.

A suo tempo, associato al nostro ministero, lui servirà la Chiesa e con la Parola e i Sacramenti edificherà le comunità alle quali sarà mandato.

E ora ci rivolgiamo a te, figlio carissimo, che hai già iniziato il cammino della formazione per imparare a vivere secondo l’insegnamento del Vangelo, perché, consolidato nella fede, speranza e carità, cresca nello spirito di orazione e nello zelo apostolico, per guadagnare a Cristo tutti gli uomini.

E ormai giunto il momento di rendere noto il tuo desiderio di dedicarti al servizio di Dio e del suo popolo, perché venga ratificato dalla santa Chiesa.

Da questo giorno tu devi coltivare a fondo la tua vocazione, avvalendoti soprattutto di quei mezzi che la comunità ecclesiale a ciò deputata mette a tua disposizione.

Noi tutti, confidando nel Signore, ti aiuteremo con la preghiera e con la carità fraterna.

E quando ora sarai chiamato per nome, avvicinati e manifesta davanti a questa assemblea il tuo proposito.

Dopo l’esortazione si fa un breve silenzio.

PRESENTAZIONE

45. Il diacono o il presbitero incaricato chiama l’aspirante per nome. L’ aspirante risponde:

Eccomi.

e si avvicina al Direttore Provinciale facendogli la debita riverenza.

INTERROGAZIONI

46. Il Direttore Provinciale si rivolge all’aspirante con queste parole o con altre simili:

Direttore Provinciale:

Figlio carissimo, i pastori e i maestri responsabili della tua formazione e tutti coloro che ti conoscono hanno dato di te una buona testimonianza e noi la riceviamo con fiducia.

L’aspirante risponde:

Sì, lo voglio.

Direttore Provinciale:

Vuoi impegnarti nella formazione spirituale
per divenire fedele ministro di Cristo
e del suo corpo, che é la Chiesa?

Aspirante:

Sì, lo voglio.

Direttore Provinciale:

La Chiesa accoglie con gioia il tuo proposito.
Dio che ha iniziato in te la sua opera,
la porti a compimento.

Tutti:
Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI E BENEDIZIONE

47. Tutti si alzano e il Direttore Provinciale, invita i fedeli alla preghiera con queste parole o con altre simili:

Fratelli carissimi,
supplichiamo il Signore, nostro Dio,
perché effonda la grazia della sua benedizione
su questo suo fedele
che aspira a consacrarsi al servizio della Chiesa.

48. Il diacono o un altro ministro idoneo propone queste intenzioni o altre più adatte alla  circostanza.
I presenti rispondono con l’invocazione seguente o con un’altra simile:

R. Ascoltaci, Signore.

–     Perché questo nostro fratello
aderisca più strettamente a Cristo
e gli renda valida testimonianza nel mondo, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

–     Perché nel fedele ascolto dello Spirito Santo
sappia fare proprie
le angosce e le speranze del mondo, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

–     Perché un giorno come ministro della Chiesa
possa confermare nella fede i propri fratelli
e riunirli intorno alla mensa della parola
e del pane di vita, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

–      Perché il Signore mandi operai nella sua messe
e li colmi con il dono del suo Spirito, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

–      Perché la giustizia e la pace
regnino su tutta la terra, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

–      Perché i nostri fratelli
che sono nella prova e nella sofferenza,
in virtù della passione di Cristo di cui sono partecipi,
ottengano libertà e salute, preghiamo.
R. Ascoltaci, Signore.

49. Dopo una breve preghiera in silenzio il Direttore Provinciale prosegue:

Ascolta, Padre santo, la nostra preghiera,
e nella tua bontà benedici ? questo tuo figlio
che desidera consacrarsi come ministro della Chiesa
al servizio tuo e del popolo cristiano;
concedi a lui di perseverare nella vocazione,
perché intimamente unito a Cristo sommo sacerdote
diventi autentico apostolo del Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.

Tutti:
Amen.

Oppure:

Concedi, Signore, a questo tuo figlio
di conoscere e vivere in tutta la pienezza
il mistero del tuo amore.
Fa’ che si prepari con animo generoso
ad esercitare il santo ministero nella Chiesa,
perché, mossi dallo spirito di carità,
lavori con entusiasmo
per la salvezza dei fratelli
a gloria del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.

Tutti:
Amen.

RITI ESPLICATIVI

50. Tutti siedono, l’ammesso si reca in un luogo preparato in Chiesa e, aiutato da un ministro incaricato, indossa la veste talare con la cotta. Intanto si esegue un canto adatto.

51. Finito il canto e ritornato all’altare, l’ammesso riceve il segno di pace dal Direttore Provinciale.

RITI SEGUENTI

52. Quindi, se è prescritto, si dice il Credo, dopo il quale la Messa prosegue dal rito della presentazione dei doni come al solito.

53. Possono ricevere la comunione sotto le due specie, oltre a coloro che sono stati ammessi, anche i loro genitori e parenti e, a giudizio Direttore Provinciale, tutti i presenti alla celebrazione.