testimonianze vocazionali

Eric Strollo

“Ora basta, punta tutto su Gesù!”

 

Mi chiamo Eric Strollo, classe 1993, sono nato a Cesena, ma ho vissuto fino all’età di 21 anni a Cusercoli (FC), un piccolo paese di periferia con poco più di 1000 abitanti. Fin da piccolo, sono sempre stato pieno di sogni che, crescendo, sono diventati vere e proprie ambizioni.

Mi sono diplomato nel 2012 in Ragioneria e mi sono subito iscritto alla facoltà di Economia e Commercio di Forlì. Mentre pensavo alla mia futura carriera da manager, ho cominciato anche a sognare un posto nel mondo dello spettacolo e così ho cominciato a fare musical, a partecipare ai casting in giro per l’Italia e a costruirmi un nuovo corpo in palestra. Ma la soddisfazione, nonostante tanti sforzi e un’agenda sempre fitta di impegni, non arrivava mai. Ho iniziato anche a lavorare come barista, ma la movida della notte anziché darmi l’ebbrezza che cercavo, mi aveva fatto entrare ancora di più in quel degrado giovanile da cui avevo sempre voluto emanciparmi. Purtroppo quando non sei consapevole del tuo valore, quando ti senti sempre giudicato e inferiore rispetto a tanti tuoi coetanei, le provi un po’ tutte per ottenere l’approvazione degli altri; che sia il «Mi Piace» di una ragazza sulla tua nuova immagine del profilo o l’applauso di un grande pubblico dopo la tua performance, ciò che vuoi è sentirti dire: “Sei prezioso!”.

Voglio essere sincero, questi riscontri dal mondo mi arrivavano… ma era come se non fossero mai abbastanza.

Oggi ho capito che quella sete era voglia di sapersi amato per ciò che si è, ed è un amore che il mondo non ti può dare. Mentre ero a pochi centimetri dal toccare il fondo in questo vortice a imbuto che mi portava sempre più in basso, Qualcuno dall’alto decide di volermi cambiare la vita, sconvolgendo ogni mio piano. Nel dicembre 2013 una ventina di seminaristi dei Missionari del Preziosissimo Sangue invadono Civitella di Romagna (il comune del mio paese) al grido di: “Ora basta, punta tutto su Gesù!”. Quella frase non la sentivo dire a caso, ma mi risuonava nel cuore dal mattino alla sera… ero io quello che doveva dire basta a tutto e iniziare a vivere per davvero. Quando guardavo negli occhi quei ragazzi vedevo proprio la luce che desideravo tanto, quella gioia vera di chi si sente finalmente amato e lo vuole urlare al mondo. Volevo essere come loro, ma c’era un piccolo problema: questi andavano in giro in talare e volevano diventare preti! “Come potevano essere così felici?” pensavo. Oggi mentre lo scrivo mi viene da ridere! La risposta arrivò durante la Veglia Eucaristica a conclusione della missione. Don Domenico, il missionario che dirigeva l’animazione, in Chiesa ripeteva: “Tu vali il Sangue di Cristo”. Quei ragazzi volevano diventare annunciatori di speranza per ogni uomo, perché Cristo sulla Croce aveva versato il Suo Sangue per tutti. “Questo sì che è un motivo per cui spendere la vita” ho pensato, e poco dopo mi sono ritrovato a Palermo, alla mia prima missione, in cui stavo al posto loro e nessuno poteva frenare il mio entusiasmo nel dire alle persone che incontravo, quanto Gesù stava davvero cambiando la mia vita, e che, in fondo, non era stato difficile… bisognava “semplicemente” fidarsi!

Dopo un anno di discernimento il 3 novembre 2014 sono entrato nella Comunità di Accoglienza di Albano Laziale e nell’ottobre 2015 sono giunto al cammino del Seminario Maggiore qui a Roma. Oggi mi sento uno dei figli di san Gaspare, figlio di un sogno che dura da più di 200 anni, un sogno che parla di 1000 lingue che in giro per il mondo inteneriscono il cuore dell’uomo al Preziosissimo Sangue, “l’attestato d’amore di un Dio fatto uomo”.

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