testimonianze vocazionali

Francesco Albertini

“…ti voglio bene”

 

Sono Francesco Albertini ho 26 anni e attualmente sto vivendo il mio quarto anno di Seminario.

Prima di arrivare qui, nella realtà dei Missionari del Preziosissimo Sangue, mi sono diplomato in Rilievo e Catalogazione dei Beni Culturali, frequentando la sezione sperimentale di liceo artistico a Pomezia (Rm). Successivamente ho frequentato per tre anni la facoltà di Filosofia: il primo anno alla Sapienza e gli altri due presso l’università di RomaTre. Il mio tempo, prevalentemente, si è sempre diviso tra lo studio e l’attività parrocchiale. Sono stato per 7 anni animatore nella parrocchia di San Benedetto abate, a Pomezia. Nonostante una vita carica di soddisfazioni e gioie, nel corso degli anni, si faceva sempre più forte la voce di Dio dentro di me e colgo l’occasione per condividervi un po’ quella che fu la mia reazione: «Parliamoci chiaramente: Signore sei Tutta la mia vita!, ti voglio bene! ma donarmi totalmente a Te, addirittura, mi sembra un po’ troppo. Non mi fraintendere, lo sai, la mia vita è divisa tra studio e parrocchia, vivo per il servizio dell’animazione, ma forse esageri un pelino quando il mio cuore non trova pace, quando dormire diventa un problema, quando le mie aspettative e i desideri di gloria si scontrano con una realtà che la gente non reputa il massimo dell’ambizione! Signore mio, quante volte mi hai lasciato libero di fare questi discorsi per negare quelle domande che erano nel mio intimo: cosa vuoi per la tua vita? Cosa stai cercando? Intorno a queste domande sono riuscito a cucirmi tanti ruoli che a primo impatto sembravano perfetti per me e io sembravo un ottimo manichino sul quale potevano essere esibiti: sono stato lo “studente modello”, l’“eccentrico artista incompreso”, l’“animatore ideale che valuta tutti i rischi”; sono stato “il filosofo”, “il poeta”, “l’intellettuale apocalittico sulla cultura di massa”, “sono stato il figlio ideale”. Eppure solo Tu sapevi quanto avessi bisogno di assumere una forma, quanto Amore necessitava la mia vita perché, almeno per una volta, non avrei finto di essere o di fare qualcosa che non mi apparteneva. Conoscevi il mio bisogno di Verità, conoscevi l’esigenza di riscatto per la mia vita! Signore, sapevi già tutto ed io pretendevo già di comprenderlo, di dare un nome a tutto questo e costruire le fondamenta per una vita predefinita, seguendo il protocollo dell’anti-rischio. Signore, Tu avevi già posto nel mio cuore un’intima certezza: per quanto mi impegnassi a dare forma alla mia esistenza, per quanto cercassi un ruolo, un modo di stare al mondo, niente poteva cancellare il fatto che Tu avevi parlato al mio cuore, lo avevi sedotto nel servizio ai fratelli, nell’essere fratello maggiore, nel trovare la bellezza! Tutto può essere messo in dubbio tranne che Tu faccia parte della mia vita! Cosa stai cercando? Cosa vuoi per la tua vita? Voglio la Verità, la Via e la Vita che mi appartengono, che Tu Signore plasmi, con eterna pazienza, tutti i giorni. Perché dovrei ancora negare che cerco Te, Signore, che cerco il Tuo Volto?».

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