testimonianze vocazionali

Francesco Cardarelli

“Per rivelarmi, ad ogni passo,il volermi eternamente suo”

 

“Quando l’amore vi chiama, seguitelo, anche se le sue strade sono ardue e ripide… e quando vi parla credetegli…”. Caro Kahlil Gibran, permettimi di dissentire: la vita è mia e le vie me le gestisco io ma l’amore mi verrà incontro sui miei comodi e lussureggianti sentieri, d’altronde siamo nati liberi… e ci credevo! Questo ero io e, nelle righe che seguiranno, proverò a spiegarvi come l’Amore mi abbia stravolto le idee, le strade, il cuore e la vita.

Mi chiamo Francesco Cardarelli, sono originario di Sonnino (Lt), un piccolo borgo sito sulla sommità di un colle e mia vita è impregnata del profumo dell’aria che tira a casa mia: sa di bosco, di aria salmastra che arriva dalle coste del Circeo, di ginestra e di olio. Dai miei genitori eredito l’orgoglio, la passione, la spinta verso gli altri e soprattutto il loro modo di stare nella vita con occhi limpidi e cuore aperto, ma il dono più bello che Dio mi abbia fatto per mezzo loro è la vita di mia sorella, che riempie la mia di meraviglia. Curioso e sognatore, fin da piccolo mi sono scoperto amante di tutto il bello che vedevo attorno a me e ho sempre cercato di catturarlo disegnandolo, ma nei paesaggi che mi circondavano trovavo sempre qualcosa che non riuscivo a riportare su un foglio, ad assimilare ad un colore, ma che c’era e si trattava di quello stesso, misterioso senso di bellezza che mi assalì senza preavviso quando giunsi a Giano dell’Umbria, appena ventenne, per vivere i miei primi esercizi spirituali. Mi mostravo al mondo come un giovane spregiudicato, studiavo legge perché mi faceva sentire importante e perché avevo sete di giustizia, ma di nascosto scrivevo canzoni e sporcavo i fogli coi miei colori, mi piaceva correre e sognare in grande. Non avevo ben capito cosa mi aspettasse in quella settimana e probabilmente ci si attendeva che io ne fossi cosciente, dato il mio background di adolescente impegnato in parrocchia; nessuno immaginava che io non avessi mai conosciuto realmente Dio: l’ambito parrocchiale per me era gratificante non certo perché ci fosse di mezzo Gesù Cristo, ma perché mi permetteva di celebrare me stesso e in mezzo ad una vita piena di me e delle mie pretese, spazio per un vero incontro con Lui non ce n’era mai stato. Non ero certo un tipo da silenzio e avevo paura di un’esperienza tanto forte, mi sentii ingannato da chi mi aveva invitato e mi motivai ad andarmene prima ancora di cominciare, eppure fu proprio il silenzio a rapirmi. Entrai nella cripta dell’abbazia perché qualcuno che mi vuole bene mi disse: “prima di scegliere se andartene o restare, fermati per dieci minuti in cripta, senza fare o pensare a nulla, poi fai ciò che vuoi…”. Ebbene, quei dieci minuti furono il primo momento di silenzio orante della mia vita. Feci l’inedita esperienza dell’ascolto della voce di Dio nel mio intimo…e caspita se fu bello, tanto bello che scelsi di restare ed investire del tempo per ascoltare ciò che volesse dirmi. Da lì iniziai a conoscere e gustare Gesù, familiarizzando con una Parola che era per me e che mi raccontava la mia unicità, iniziai a scoprire che tutti i sogni che mi abitavano erano scintilla di Dio nel mio animo che nel tempo cresceva, cresceva…e a Lui non bastava ciò che stavo imparando a dargli. A quel punto mi fermai e iniziai la mia lotta di resistenza con Dio, indisposto a viaggiare su sentieri non scelti da me: Io sarei diventato un magistrato brillante, avrei affermato il trionfo della giustizia nella vita di tanti e avrei coronato il mio sogno d’amore con una donna, punto. Non passava giorno in cui non regolassi i miei conti con Gesù in questo modo: “se Tu mi vuoi davvero bene, mi permetterai di realizzare i miei sogni!”.

Missionario laico, ecco la formula perfetta!  Questa dimensione mi calzava a pennello, quindi scelsi di accogliere l’invito del mio padre spirituale e mi avventurai per vivere la Missione Straordinaria Giovani svoltasi a Milazzo (Me) dal 20 settembre al 5 ottobre 2008. Per le strade di Milazzo ho vissuto incontri forti, ho incrociato sguardi assetati d’amore, ho teso la mano a tanti ragazzi come me che mi hanno ringraziato per averci messo la faccia ed essermi fermato accanto a loro per ricordargli quanto la loro vita fosse preziosa, tanto da valere ogni goccia del Sangue di Cristo; un Sangue che gridava, inesorabilmente e dolcemente al tempo stesso, al mio cuore al punto di farmi vivere la tremenda crepa interiore fra il desiderio di darmi tutto a quell’Amore ed il non voler rinunciare ai miei sogni di gloria, ai miei sentieri comodi. E poi, reduce da esperienze sentimentali effimere e compensatorie, desideravo proprio innamorarmi e questo Lui lo sapeva fin troppo bene. In quegli stessi giorni, incredibilmente conobbi lei: pura, brillante, col cielo negli occhi. Abbiamo iniziato a dipingere insieme i nostri giorni eppure, perfino scambiandomi il pennello con un’artista più brava di me, quel misterioso senso di bellezza inspiegabilmente mancava alla mia vita… Nei mesi successivi mi imponevo di sentirmi sulla cresta dell’onda: avevo un gruppo di amici pazzi e meravigliosi che non voleva fare a meno di me, avevo trovato l’amore, la mia famiglia mi sosteneva con orgoglio, gli studi procedevano e avevo una vita spirituale in attivo. Avevo ricevuto tutto ciò che avevo chiesto a Dio e non era possibile che io non fossi appagato, finalmente vivevo a modo mio, dovevo essere felice! Ma non mi bastò impormi la felicità e mi arresi all’evidenza che non sapevo darmela da me stesso né prendermela dagli altri. Mi trovavo sulla “mia” strada, ma immobile, col vuoto nell’anima. Ho sofferto e fatto soffrire tanto, troppo, fino al punto di gridare nuovamente a Dio perché aprisse un varco in uno stato di vita che non volevo comprendere… garantisco che Dio non lascia mai inesaudito il grido sincero di chi spera in Lui e nel mio caso ha optato per la terapia d’urto, permettendo che io perdessi tutto: mi sono ritrovato da solo; tutti coloro che avevo posto a riempimento della vita si erano dileguati dalle mie vie che ora vedevo così nitidamente da chiedermi se davvero avessi voluto percorrerle. Proprio in quella solitudine ho ritrovato l’occasione per fare verità e rimettermi in ascolto di quella voce delicata con cui Dio ha sempre parlato alla mia vita; incapace di continuare a resistere oltre, mi sono scoperto finalmente libero dalla gabbia d’oro che mi ero inflitto, libero di cambiare itinerario di marcia e arrendermi alle strade dell’Amore, libero di andare e seguire Gesù dandogli tutto di me. Nello stesso scenario in cui ho iniziato a conoscere Gesù, a San Felice di Giano, in una calda sera di Agosto di cinque anni fa, ho ripercorso insieme a Lui tutte le tappe della mia storia fino a quel momento e ho letto la sua azione in ogni evento, in ogni incontro, in ogni situazione in cui ha scelto di camminarmi silenziosamente accanto per vie scelte solo da me, per rivelarmi ad ogni passo il volermi eternamente Suo… Non sapevo fare i conti con una cosa tanto grande, tuttora non ne sono capace eppure, dal giorno del mio sì, sono stato invaso da quel senso di bellezza troppo bello a viversi, che mi dà l’impellenza di testimoniare, di gridare al mondo quanto sia bello seguire le vie dell’Amore. Oggi sono un seminarista al primo anno di licenza, profondamente grato a Dio per un presente che non ho scelto da me stesso, ma a cui sono stato chiamato a prender parte, nel seno amoroso di un Istituto che celebra con la vita quella che è per me la spiritualità più bella di tutta la Chiesa, sull’esempio dell’infaticabile araldo del Divin Sangue, Gaspare del Bufalo, il cui frutto è rimasto e mi interpella a fruttificare a mia volta perché questo Sogno continui, fino all’ultimo giorno e di più… “Non voi avete scelto me, ma Io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga…” GV 15, 16

Non perdere l'opportunità di seguire in tempo reale tutti i progetti e le attività dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Ricevi la nostra newsletter: l'iscrizione è veloce e gratuita.

Iscrizione alla Newsletter

Privacy

6 + 11 =