testimonianze vocazionali

Gianluca Gibilisco

La scelta di lasciarsi Amare

 

Il mio nome è Gianluca Gibilisco e sono un seminarista della Congregazione del Prez.mo Sangue di San Gaspare del Bufalo, attualmente iscritto al primo anno di teologia presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma. Sono nato nel 1974 in una terra dai profumi, dai sapori e dai colori mediterranei, la Sicilia, nel particolare a Siracusa, una cittadina resa nota anche per il pianto della Madonna avvenuto nel 1953. Dopo aver conseguito il diploma di ragioniere programmatore, ho conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza svolgendo anche la pratica forense, lavorando subito dopo presso uno studio di avvocati. L’arte in genere ma in particolare il teatro ha inoltre caratterizzato decisamente la mia vita intraprendendo studi accademici teatrali in Italia, calcando poi le scene come attore di teatro professionista presso diversi teatri italiani. La mia vita sembrava essere piena, del resto apparentemente avevo  tutto ciò che desideravo: la mia indipendenza, le mie storie d’amore, il mio lavoro, gli amici con cui uscire quando volevo, eppure il mio cuore non pulsava di quell’amore forte e  pieno, la sera arrivavo a casa con un senso di insoddisfazione e di amarezza senza riuscire a spiegarne il motivo, ero sempre alla ricerca di un qualcosa o meglio ancora di un “Qualcuno” che mi facesse sentire di essere amato pienamente, che mi facesse capire di essere accettato così com’ero, con le mie fragilità, con le mie insicurezze, con le mie paure, con i miei talenti. In un primo momento non capivo nemmeno il perché del motivo che mi spingeva a passare ogni giorno prima di andare a lavoro ad entrare in Chiesa e sedermi di fronte al Tabernacolo, parlare con Lui e soprattutto di mettermi in ascolto di ciò che Lui già da tempo voleva dirmi. Non avevo mai pensato inizialmente di fare un cammino che potesse portarmi un giorno al sacerdozio eppure sentivo che dovevo stare con Lui, guardarLo, scrutarLo ascoltarLo. Ma più passava il tempo, e più sentivo che qualcosa stava cambiando in me, tutto ciò che facevo durante la mia giornata lavorativa e sociale non mi dava più nulla, sentivo solo la forte spinta di cibarmi di Lui e di stare in ascolto di chi mi parlava, di chi si sentiva aver subito un torto, di chi ormai pensava di essere stato emarginato dalla società ed essere lì insieme con lui almeno solo per ascoltarlo. Non avevo mai avuto piene certezze nelle mia vita a parte quella di essere stato sempre amato svisceratamente dai miei genitori, mio padre Francesco salito al cielo quando ancora avevo quattordici anni e mia madre, Lucia, una donna che ha donato e che tutt’oggi dona la sua intera vita per i suoi figli. Grazie a loro illuminati sempre da Dio ho capito solo dopo cosa significhi amare, ma solo con Dio ho capito come donarsi totalmente, senza “ma” e senza” se”, la strada ancora è lunga nel raggiungere quella pienezza che solo Lui vuole donarci ma oggi più di ieri cerco di seguire quella strada che Lui stesso ha tracciato per me. Conoscere i Missionari del Prez.mo Sangue in una missione al popolo nel 2012 vicino la mia città di origine è stato quel segno decisivo che mi ha portato a lasciare tutto e seguire il Signore. Non sempre è facile seguire Lui, la strada non è sempre piana e dritta ma spesso tortuosa e difficoltosa, ma nessuno ha mai detto che seguire il Signore è stato facile ma se serve a cibarmi di Amore giorno  dopo giorno ben venga tutto ciò che incontrerò nel mio cammino. Lasciarsi Amare credo sia la cosa più difficile oggi ma non farlo sono sicuro sia il peccato più grande, quello che sta a fondo di ogni altro peccato. Ed io ho scelto di farmi Amare da Dio.

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