Il testamento

Quota legittima

e quota disponibile

Il codice civile italiano tutela i familiari perché prevede che il testatore, in presenza di coniugi, discendenti (figli, naturali o legittimi, e nipoti in linea retta -figli dei figli-), o ascendenti (genitori, nonni e tutti i parenti in linea retta), non possa disporre della totalità del proprio patrimonio, essendo questo in parte a loro riservato secondo le modalità illustrate a seguire.

Questi eredi sono definiti legittimari, proprio perché spetta loro la cosiddetta quota legittima. Ricordarsi della Congregazione nel proprio testamento non lede quindi in alcun modo i diritti dei propri eredi

A seguire, dei grafici che rappresentano le situazioni più frequenti di ripartizione delle quote ereditarie. In alcuni casi, oltre al patrimonio sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e i diritti d’uso sui mobili che l’arredano. 

Al fine di determinare l’effettiva quota di cui il testatore può disporre, è necessario sommare i valori (stime e valori effettivi in caso di denaro) di tutti i beni posseduti o donati in vita.

È il Tribunale che accerta una violazione di legittima o presunta tale su ricorso dei legittimari, ricorso che può essere presentato entro i dieci anni dal decesso di chi ha fatto testamento. Non hanno diritti legittimi sul patrimonio del defunto i cosiddetti collaterali (fratelli, zii, cugini, nipoti).

Gli eredi e il fisco

Chi eredita dei beni è tenuto a pagare l’imposta di successione. Tale imposta si applica su tutti i beni situati in Italia o all’estero. Sono tenuti al pagamento dell’imposta di successione gli eredi designati e quelli legittimi. Tutti gli eredi in linea retta scontano un’imposta pari al 4% con una franchigia di 1 milione di euro nel caso di coniuge o figli. Scontano invece un’imposta pari al 6% i parenti collaterali con una franchigia di 100.000 euro nel caso di fratelli. L’aliquota diviene dell’8 per cento in caso che il grado di parentela collaterale sia del 4 grado (esempio cugino di secondo grado, Nipote del nipote).

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